News immediate,
non mediate!
Categoria news:
OPINIONEWS ITALIA

CENTRO STUDI CONFINDUSTRIA * RAPPORTO PREVISIONE PRIMAVERA 2026: «SPESA PER LA DIFESA AL 3,5% DEL PIL, POSSIBILE SPINTA FINO A +3% PER L’ECONOMIA ITALIANA IN DIECI ANNI» (PDF)

Scritto da
11.05 - mercoledì 25 marzo 2026

(Il testo seguente è tratto integralmente dalla nota stampa inviata all’Agenzia Opinione) –
////

L’impatto dell’aumento della spesa nazionale per la difesa sull’economia italiana. Rapporto di Previsione CSC. “Guerre, dazi, incertezza: a rischio la crescita”

Spesa per la difesa al 3,5% del PIL: possibile spinta fino a +3% per l’economia italiana in dieci anni
Di Ciro Rapacciuolo, Alberto Carboni, Stefano Di Colli

Il target NATO come acceleratore tecnologico: sei scenari per l’Italia
L’aumento della spesa per la difesa deciso dalla NATO nel giugno 2025 apre una nuova fase per le economie europee. L’obiettivo è ambizioso: portare gli stanziamenti dal 2% al 3,5% del PIL per la difesa, con un ulteriore 1,5% destinato alla sicurezza civile, fino a raggiungere complessivamente il 5% entro il 2035.
Portare la spesa italiana per la difesa dal livello attuale al 3,5% del PIL entro il 2035, come previsto dal nuovo impegno NATO, può generare un impatto cumulato sul prodotto italiano compreso tra
+0,9% e +3,0% in dieci anni, a seconda di come vengono impiegate le risorse. Per il nostro Paese, questo percorso non rappresenta solo un vincolo di finanza pubblica. Se si concentrano gli investimenti sulla produzione e si contengono le importazioni, l’aumento dei piani di spesa per la difesa può trasformarsi in un significativo motore di crescita per l’industria italiana e agire da acceleratore di innovazione per l’intera economia, ma gli effetti finali dipenderanno in larga misura da come verranno allocate le risorse.

Sei scenari possibili
In quello base il PIL sale del +1,5%

Per prospettare l’impatto di questo aumento di spesa sull’economia italiana, il Centro Studi Confindustria ha elaborato, con un modello econometrico annuale, sei scenari in base a tre variabili principali: la composizione della spesa (corrente vs. investimenti), l’effetto sulla produttività e la quota acquistata all’estero rispetto a quella prodotta in Italia. L’impatto viene misurato come differenza rispetto allo scenario previsivo di base, elaborato in assenza del Piano per la difesa.
– Scenario 1: l’aumento di spesa segue la distribuzione attuale, approssimativamente 60% spesa corrente e 40% investimenti. In questo caso, la stima dell’impatto cumulato sul PIL è del +1,5% in dieci anni.
– Scenario 2: l’aumento di spesa segue la distribuzione attuale, quella dello scenario 1, ma i maggiori investimenti in difesa generano effetti positivi sugli altri settori che fanno aumentare la produttività (TFP) dello 0,45%. La stima d’impatto sul PIL sale a +1,8%.
– Scenario 3: l’aumento di spesa si concentra sugli investimenti. Impatto sul PIL stimato:
+1.9%.
– Scenario 4: l’aumento di spesa si concentra sugli investimenti, come nello scenario 3, e ad esso si aggiunge l’aumento della produttività ipotizzato nello scenario 2. Impatto sul PIL stimato: +2.3%.
– Scenario 5: l’aumento di spesa si concentra sugli investimenti e la produttività aumenta, come nello scenario 4. Parallelamente, si assume che la spesa addizionale venga effettuata con un basso contenuto di importazioni dall’estero. È lo scenario migliore tra quelli ipotizzati, con un impatto stimato sul PIL del +3%.

– Scenario 6: l’aumento di spesa segue la distribuzione attuale (quella dello scenario 1), non ci sono variazioni sulla produttività e c’è un aumento dell’import particolarmente significativo. È lo scenario “peggiore”, con un impatto stimato sul PIL del +0.9%.

Grafico A: impatto stimato cumulato dell’aumento di spesa per la difesa sul PIL italiano

 

 

Fonte: elaborazioni e stime Centro Studi Confindustria su dati Istat.
1 Scenario 1: aumento di spesa ripartito tra spese correnti e investimenti come nel 2024; Scenario 2: Scenario 1 + aumento produttività; Scenario 3: aumento di spesa solo su investimenti; Scenario 4: Scenario 3 + aumento produttività; Scenario 5: Scenario 4 + minore import; Scenario 6: Scenario 1 + maggiore import.

Nello scenario 1 quindi, che replica l’attuale ripartizione del bilancio della difesa, l’impatto cumulato sul PIL è pari a +1,5%; nello scenario peggiore, in cui la spesa aggiuntiva si traduce prevalentemente in importazioni di beni dall’estero, l’impatto scende a +0,9%. Nello scenario migliore, in cui la spesa aggiuntiva si concentra sugli investimenti, aumenta la produttività e si limita il ricorso all’import, l’impatto sale a +3,0%.

Gli effetti positivi potrebbero essere ancora più significativi se si considera che la ricerca e sviluppo in ambito difesa ha storicamente generato innovazioni tecnologiche con ricadute ben più ampie del solo comparto militare e con effetti trasformativi sull’intera economia: si pensi, ad esempio, alla nascita di internet, allo sviluppo del GPS o alle tecnologie alla base degli smartphone moderni.

Impatto contenuto sui conti pubblici
Nonostante l’entità dell’aumento di spesa, l’impatto sul rapporto deficit/PIL è contenuto: anche nello scenario peggiore rimane sotto un punto percentuale, mentre in quello “base” (scenario 1) è quasi nullo. Negli scenari migliori diventa addirittura favorevole, grazie alla forte crescita del PIL nominale, all’aumento dell’occupazione e delle entrate fiscali.

Impatto dell’aumento della spesa nazionale per la difesa

(Italia, dati annuali, effetti % cumulati al 2035)

 

Nota: Scenario 1: aumento di spesa ripartito tra spese correnti e investimenti come nel 2024;
Scenario 2: Scenario 1 + aumento produttività; Scenario 3: aumento di spesa solo su investimenti; Scenario 4: Scenario 3 + aumento produttività; Scenario 5: Scenario 4 + minore import;
Scenario 6: Scenario 1 + maggiore import.

Crescita diffusa: innovazione e digitalizzazione
Il valore aggiunto dell’industria aumenta in tutti gli scenari, e nei migliori (3, 4 e 5, i quali presuppongono un aumento della produzione domestica, che viene dall’industria stessa) cresce addirittura più del PIL. Il settore aerospazio-difesa presenta caratteristiche particolarmente adatte a generare effetti diffusi: occupa profili ad alta qualificazione, è distribuito geograficamente in modo uniforme dal Nord al Sud e genera competenze e know-how che si si propagano verso l’industria manifatturiera più ampia, contribuendo ad alzare il livello tecnologico complessivo del sistema produttivo nazionale. In sintesi, la spesa per la difesa, se ben orientata, può agire da acceleratore di innovazione per l’intera economia.

 

Loader Loading...
EAD Logo Taking too long?

Reload Reload document
| Open Open in new tab

Scarica PDF [434.21 KB]

 

Loader Loading...
EAD Logo Taking too long?

Reload Reload document
| Open Open in new tab

Scarica PDF [573.62 KB]

 

Loader Loading...
EAD Logo Taking too long?

Reload Reload document
| Open Open in new tab

Scarica PDF [549.55 KB]

 

Loader Loading...
EAD Logo Taking too long?

Reload Reload document
| Open Open in new tab

Scarica PDF [413.76 KB]

 

Loader Loading...
EAD Logo Taking too long?

Reload Reload document
| Open Open in new tab

Scarica PDF [484.57 KB]

 

 

Categoria news:
OPINIONEWS ITALIA

Per donare ora, clicca qui



A.I. - IMPAGINAZIONE EDITORIALE OPINIONE
POSSIBILE UTILIZZO INTELLIGENZA ARTIFICIALE

Opinione si avvale di applicazioni basate su Intelligenza artificiale al fine di ottimizzare l'impaginazione editoriale curata dalla nostra redazione.
I contenuti potrebbero presentare interpretazioni di testo difformi dall'originale del comunicato stampa ricevuto: nel caso è gradita una segnalazione a: [email protected]


© RIPRODUZIONE RISERVATA
DELLA FONTE TITOLARE DELLA NOTIZIA E/O COMUNICATO STAMPA

È consentito a terzi (ed a testate giornalistiche) l’utilizzo integrale o parziale del presente contenuto, ma con l’obbligo di Legge di citare la fonte: “Agenzia giornalistica Opinione”.
È comunque sempre vietata la riproduzione delle immagini.

I commenti sono chiusi.