Di Luca Franceschi
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La deputata del Movimento 5 Stelle Emma Pavanelli, capogruppo in Commissione Attività Produttive, ha lanciato un duro attacco al governo Meloni sulla gestione del caso Santanchè.
“Bisogna essere chiari. Per quanto ci riguarda, Santanchè non doveva essere più ministra del Turismo dal luglio 2023, quando venne in Parlamento a raccontarci una sfilza indecorosa di falsità sulle vicissitudini delle sue aziende”, ha dichiarato la parlamentare pentastellata.
Pavanelli ha sottolineato come la premier, “incurante del ridicolo, ha voluto tenerla lì. Poi sono arrivati i rinvii a giudizio ma Meloni, imperturbabile, ha fatto finta di nulla. Ora che è arrivato il ko al referendum, tutto a un tratto si accorge che avere in squadra una come Santanchè è un’ignominia”.
Secondo la deputata M5S, il comunicato governativo di ieri risulta “non solo tardivo, ma insultante. Verso i lavoratori delle aziende di Santanchè in primis, ma anche nei confronti dei cittadiani italiani tutti”.
La critica si concentra poi sulla capacità di leadership della premier: “Sta di fatto che Meloni non riesce a farla sloggiare: praticamente non la ascoltano più nemmeno in Fratelli d’Italia. Ci chiediamo come può riuscire a controllare il paese una premier che non tiene nemmeno le redini del suo partito”.
Pavanelli ha quindi allargato l’analisi alla situazione economica generale: “Intanto abbiamo i carburanti alle stelle, l’energia che va sempre peggio, industria, commercio e agricoltura che soffrono, e ora pure il turismo sull’orlo del baratro grazie alla insensata guerra del tandem Netanyahu-Trump”.
La conclusione della nota punta il dito contro la gestione complessiva dell’esecutivo: “Un settore in balia delle beghe interne di Fratelli d’Italia: l’ennesimo disastro firmato Giorgia Meloni”.
