Di Luca Franceschi
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Angelo Bonelli, deputato di Alleanza Verdi e Sinistra e co-portavoce di Europa Verde, critica duramente la politica energetica del governo Meloni. Secondo il parlamentare, l’esecutivo si comporta come lo sceriffo di Nottingham: sottrae risorse alle famiglie per favorire i grandi colossi dell’energia. La misura sui carburanti, in particolare, viene definita dal politico come una “colossale presa in giro” nei confronti dei cittadini.
Bonelli sottolinea come i risultati concreti della norma governativa siano deludenti. Pochi gestori hanno effettivamente ridotto i prezzi dei carburanti e in diversi casi questi hanno registrato addirittura aumenti. La ragione di questa inefficacia risiede secondo Bonelli nella struttura stessa della norma, che prevede sanzioni insufficienti per chi non rispetta gli obblighi di comunicazione dei prezzi.
La sanzione prevista dal governo è pari allo 0,1% del fatturato giornaliero in caso di violazioni. Considerando che il fatturato giornaliero dei carburanti in Italia si aggira intorno ai 200 milioni di euro, la multa risulterebbe di appena 200 mila euro, anche nel caso di una violazione sull’intero fatturato. Una cifra che Bonelli giudica totalmente inadeguata a scoraggiare comportamenti scorretti da parte degli operatori del settore.
Nel frattempo, continua l’esponente di Europa Verde, le famiglie pagano ancora prezzi elevati alla pompa, mentre le grandi società energetiche come l’Eni annunciano dividendi straordinari derivanti direttamente dai rincari del petrolio e del gas provocati dalla guerra. Una situazione che Bonelli definisce “inaccettabile”, frutto di una chiara scelta governativa di proteggere i margini di profitto delle multinazionali dell’energia trasferendo i costi sui cittadini.
Bonelli conclude affermando che l’unica soluzione concreta al problema risiede nella costruzione di una sovranità energetica basata sulle fonti rinnovabili. Una strada che, a suo parere, il governo blocca invece di promuovere attivamente.
