Di Luca Franceschi
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La riforma della giustizia rappresenta un impegno che il Governo Meloni mantiene fermo con gli italiani, come già previsto nei programmi elettorali del 2022 sia di Fratelli d’Italia che del Partito Democratico. Mentre una parte della sinistra ha modificato la propria posizione in modo strumentale, l’esecutivo prosegue nella direzione tracciata, offrendo agli italiani una riforma costruita sul buon senso, capace di rendere la giustizia più equa, più efficiente e maggiormente vicina ai cittadini.
Nonostante le settimane caratterizzate da disinformazione e interpretazioni distorte e in mala fede, gli italiani riconosceranno il valore effettivo di questa proposta. La riforma si affianca a tutte le misure che il Governo sta attuando per velocizzare i processi e modernizzare i tribunali, come dimostra l’esempio concreto della stabilizzazione di diecimila precari degli uffici del processo, realizzata mediante un investimento superiore ai due miliardi di euro.
Gli elementi caratterizzanti della riforma sono nitidi e rispondono alle necessità reali del sistema giudiziario. La separazione delle carriere garantirà un giudice veramente terzo e imparziale, consolidando l’equilibrio tra accusa e difesa. Il principio di responsabilità introduce una regola elementare ma fondamentale, secondo cui chi sbaglia risponde delle proprie azioni, restituendo finalmente credibilità all’istituzione magistratuale. Il sorteggio per i giudici del Consiglio Superiore della Magistratura, infine, costituisce uno strumento concreto per contenere l’influenza delle correnti e superare dinamiche di potere che nel corso degli anni hanno eroso la fiducia della cittadinanza.
Si tratta di un’opportunità storica per elevare la qualità della democrazia italiana, allineandosi al modello adottato da quasi tutta l’Europa, per restituire autonomia all’ordine giudiziario e dignità ai cittadini.
Le consultazioni referendarie si svolgeranno domenica 22 e lunedì 23 marzo. Bastano pochi minuti per compiere una scelta che può effettivamente incidere sul futuro dell’Italia. Si tratta di un voto che esprime i valori di equità, di libertà dalle logiche di corrente, di fiducia nelle istituzioni dello Stato. È un voto che investe direttamente ciascun cittadino e il futuro delle generazioni che verranno.
