Di Luca Franceschi
///
Angelo Bonelli, deputato AVS e co-portavoce di Europa Verde, interviene criticamente sugli esiti del Consiglio europeo, tracciando un bilancio negativo per il governo Meloni. Secondo l’esponente ambientalista, la conclusione dei lavori rappresenterebbe una sconfitta su tutti i fronti per la premier e per la linea politica dell’esecutivo italiano.
La richiesta avanzata dall’Italia di sospendere o comunque depotenziare il sistema ETS non ha trovato accoglienza presso i leader europei. Al contrario, i vertici comunitari hanno ribadito con forza che l’ETS costituisce uno strumento fondamentale per la sicurezza energetica e l’autonomia strategica dell’Europa nel suo complesso.
Bonelli definisce l’esito una “bocciatura politica netta”. Mentre il governo italiano continua a identificare l’ETS come il principale problema, l’Europa ha invece confermato che il vero nodo da affrontare risiede nella dipendenza dal gas e dai combustibili fossili. Sul fronte delle misure di breve periodo, il messaggio dei leader europei risulta altrettanto univoco: gli interventi devono essere mirati e temporanei, senza alterare quei segnali di prezzo che orientano concretamente gli investimenti nel settore delle rinnovabili.
Il co-portavoce di Europa Verde critica anche il decreto bollette del governo, sottolineandone l’incompatibilità con le indicazioni europee. Aggiunge inoltre considerazioni sul decreto carburanti, definendolo una “presa in giro”: una riduzione di 25 centesimi per venti giorni finanziata dai contribuenti, mentre le società petrolifere continuano a realizzare profitti significativi. Lo stesso amministratore delegato di Eni ha annunciato un dividendo straordinario, giustificato dai rialzi del greggio e del gas determinati dalla guerra.
Secondo Bonelli, lo scenario politico risulta evidente: il governo Meloni ha optato per non tassare gli extraprofitti delle società energetiche, scegliendo di difendere un modello energetico basato sul gas a discapito di famiglie e imprese italiane, bloccando contemporaneamente lo sviluppo delle rinnovabili. L’investimento massiccio nelle fonti rinnovabili viene presentato come l’unica strategia realistica per abbassare strutturalmente il costo dell’energia e garantire sicurezza energetica al Paese.
In conclusione, Bonelli sintetizza la sua critica affermando che Meloni si comporta da patriota quando si trova a Washington, ma risulta “straniera in Italia”, alludendo a una divergenza tra la retorica internazionale e le scelte concrete sul territorio nazionale.
