Di Luca Franceschi
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Il capogruppo M5S al Senato Luca Pirondini ha lanciato dure critiche contro la premier Giorgia Meloni, accusandola di diffondere false informazioni attraverso i social media riguardo alla riforma della giustizia sottoposta a referendum.
Secondo Pirondini, dopo la recente partecipazione al podcast di Fedez, la presidente del Consiglio starebbe tentando di trasformarsi in una influencer come Chiara Ferragni, utilizzando i social network per promuovere la sua agenda politica.
“Con il suo tutorial sui social prova a certificare definitivamente la sua trasformazione da premier a influencer, ma il risultato è veramente scarso”, ha dichiarato il senatore pentastellato, criticando il format scelto dalla premier per comunicare con i cittadini.
L’esponente del Movimento 5 Stelle contesta nel merito la definizione data dalla Meloni alla riforma, sostenendo che non si tratta di una riforma della giustizia ma di “una riforma contro la magistratura, con cui la politica prova a mettere il guinzaglio ai giudici”.
Pirondini ha inoltre fatto riferimento alle radici storiche di questo tipo di approccio, definendolo “un vecchio progetto con il copyright di Licio Gelli e il timbro del sogno berlusconiano”.
Il capogruppo M5S ha poi sottolineato come la narrazione dell’efficienza portata avanti dalla premier sia stata smentita anche all’interno della sua stessa maggioranza, citando le posizioni del ministro Nordio e della senatrice Bongiorno.
“Meloni continua a raccontare la favoletta dell’efficienza, nonostante sia già stata smentita persino dai suoi”, ha affermato Pirondini, aggiungendo che la premier “sa benissimo di mentire” quando promuove questa riforma.
Secondo l’analisi del senatore pentastellato, la riforma non contiene elementi concreti per migliorare il sistema giudiziario: “In questa riforma non c’è mezza norma sui tempi dei processi, non ci sono risorse per i tribunali, non c’è nulla che renda la giustizia più veloce”.
L’unico obiettivo reale della riforma, secondo Pirondini, sarebbe quello di aumentare “il controllo della politica” riducendo “l’autonomia della magistratura”.
Il capogruppo M5S ha concluso il suo intervento con una critica ironica alla strategia comunicativa della premier: “Dispiace, ma la strada per diventare la nuova Chiara Ferragni è ancora piuttosto lunga, questo tutorial è venuto veramente male”.
