Di Luca Franceschi
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La deputata del Movimento 5 Stelle Valentina D’Orso, capogruppo in commissione Giustizia, ha lanciato dure accuse contro il ministro della Giustizia Nordio, definendo false le sue affermazioni sul referendum relativo alla separazione delle carriere.
Secondo D’Orso, il ministro avrebbe continuato fino a pochi giorni fa a diffondere informazioni non veritiere per sostenere le ragioni del sì al referendum, affermando erroneamente che le nomine al Consiglio Superiore della Magistratura sarebbero ancora oggi lottizzate dalle correnti attraverso il metodo delle “nomine a pacchetto”. Questo sistema prevedeva di lasciare vacanti per mesi alcuni posti direttivi per poi procedere alle nomine tutte insieme, permettendo così una spartizione tra le correnti.
La parlamentare pentastellata ha sottolineato che le nomine a pacchetto sono state vietate da alcuni anni, e che questa informazione è stata confermata anche da Bernadette Nicotra, consigliera togata dell’attuale CSM. Nonostante Nicotra sia favorevole al sì al referendum, ha comunque smentito le affermazioni del ministro Nordio.
D’Orso ha evidenziato come questo episodio dimostri che eventuali problematiche all’interno del CSM possano essere risolte attraverso leggi ordinarie, senza la necessità di modificare la Costituzione e alterare l’equilibrio tra i poteri. Il Movimento 5 Stelle si è dichiarato disponibile a lavorare su ulteriori miglioramenti dopo il referendum.
La deputata ha inoltre contestato altre dichiarazioni del ministro, che aveva affermato che grazie alla riforma il pubblico ministero non valuterebbe più la professionalità del giudice e che attualmente i magistrati giudicati dal CSM sarebbero impuniti.
Secondo D’Orso, Nordio ignorerebbe deliberatamente che nell’attuale CSM non sono mancate le sanzioni nell’ambito di quasi 200 procedimenti disciplinari, mentre le giunte parlamentari proteggerebbero regolarmente i politici.
La critica più aspra riguarda una presunta contraddizione nella riforma proposta: mentre la riforma separa pubblici ministeri e giudici nei due CSM, successivamente li riunisce nell’Alta Corte, proprio l’organo deputato a sanzionare i magistrati considerati poco professionali.
D’Orso ha chiesto al ministro di chiarire questa apparente incongruenza, domandando se quando si tratta di impartire sanzioni non sussisterebbe più il pericolo che pubblici ministeri e giudici si proteggano reciprocamente.
La parlamentare ha concluso affermando che la separazione delle carriere rappresenterebbe solo uno “specchietto per le allodole”, mentre il vero obiettivo della riforma sarebbe quello di indebolire la magistratura e sottometterla all’influenza della politica.
