Di Luca Franceschi
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Il Movimento 5 Stelle denuncia l’insufficienza delle politiche governative in materia di sicurezza sul lavoro, criticando un approccio prevalentemente burocratico che non ha portato ai risultati sperati nella lotta contro gli infortuni mortali nei luoghi di lavoro.
Per contrastare questa emergenza, il partito ha presentato una proposta di legge volta a modificare il decreto legislativo 81/2008, il Testo unico sulla sicurezza sul lavoro. L’iniziativa legislativa, presentata dalla deputata Valentina Barzotti, membro della commissione Lavoro, mira a introdurre significative innovazioni normative.
Tra le principali misure previste dalla proposta figura l’istituzione di un Piano straordinario nazionale per la tutela della salute e della sicurezza nei luoghi di lavoro, che dovrà potenziare il ruolo dei rappresentanti dei lavoratori per la sicurezza. La riforma prevede inoltre l’effettiva implementazione del diritto all’autotutela quando i lavoratori si trovano in presenza di situazioni di rischio grave e immediato.
Un elemento caratterizzante della proposta è l’introduzione del salario minimo legale, collegando direttamente la questione della sicurezza a quella dello sfruttamento lavorativo. Come sottolineato dalla deputata Barzotti, i dati evidenziano una correlazione diretta tra condizioni di sfruttamento e maggiore incidenza di infortuni mortali sul lavoro.
Il deputato Andrea Quartini, vicepresidente della Commissione d’inchiesta sugli infortuni sul lavoro, ha ribadito che l’iniziativa si inserisce nell’ottica di dare piena attuazione ai principi costituzionali, in particolare all’articolo 36, piuttosto che procedere a modifiche della Carta fondamentale.
Il capogruppo del Movimento 5 Stelle in commissione Lavoro alla Camera, Dario Carotenuto, ha concluso l’intervento con una riflessione più ampia sulla condizione lavorativa nel Paese, definendo l’Italia attuale come un Paese “fondato più sulla schiavitù che sul lavoro” e invitando a riportare le persone al centro delle politiche del lavoro.
L’iniziativa parlamentare si inserisce in un dibattito più ampio sulla necessità di rafforzare le tutele per i lavoratori, partendo dal presupposto che la dignità del lavoro rappresenti non un privilegio ma un diritto costituzionale fondamentale che deve essere garantito attraverso strumenti normativi adeguati ed efficaci.
