(Il testo seguente è tratto integralmente dalla nota stampa inviata all’Agenzia Opinione) –
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Seduta congiunta su autonomie locali: all’unanimità la Risoluzione condivisa per l’innovazione organizzativa
Dopo il confronto della mattinata, Consiglio delle autonomie locali e Giunta provinciale hanno definito un’intesa sul testo relativo all’istituzione di un tavolo tecnico permanente implementando il quinto punto del dispositivo della risoluzione.
Approvata all’unanimità la risoluzione portata nella seduta congiunta del Consiglio provinciale e nel Consiglio delle Autonomie locali. Il testo, del quale è stato modificato il quinto punto del dispositivo prevede la predisposizione di relazioni tecniche a supporto delle decisioni politiche, contenenti analisi, proposte operative e indicazioni sugli strumenti normativi, finanziari e organizzativi necessari. Il testo rafforza inoltre il collegamento tra modelli di finanza locale e fabbisogni organizzativi dei comuni e attribuisce un ruolo più incisivo al Consiglio delle autonomie locali nei processi decisionali.
Il dibattito
Alla ripresa dei lavori, nel pomeriggio, è stata presentata all’aula la nuova proposta di risoluzione così come concordata tra il presidente del Consiglio delle Autonomie Locali, Michele Cereghini, e la rappresentante della Giunta, Giulia Zanotelli. Sottoscritta da tutti i capigruppo.
Nel corso della mattinata si è sviluppato un ampio confronto tra i rappresentanti istituzionali sui principali nodi organizzativi e finanziari che interessano gli enti locali trentini, con particolare attenzione alle criticità legate alla crescente complessità amministrativa, alla carenza di personale qualificato e alla necessità di modelli organizzativi più efficienti e sostenibili.
A seguito del dibattito, è stato raggiunto un accordo tra il Consiglio delle autonomie locali e la Giunta provinciale sul testo di una risoluzione condivisa, che sarà presentata e discussa nel prosieguo della seduta.
La risoluzione si inserisce nel percorso già avviato negli ultimi anni e mira a rafforzare la collaborazione tra Provincia e territori, nella prospettiva di definire strategie di medio-lungo periodo per l’innovazione organizzativa degli enti locali e per una gestione più efficace della finanza locale.
Francesca Parolari del Pd del Trentino ha parlato di un quadro disomogeneo delle necessità e di marcate differenze locali tra i vari municipi, parlando del fatto che vi sono comuni che non riescono a spendere le proprie risorse, mentre altri dove gli amministratori rinunciano alla propria indennità perché non riescono a chiudere il bilancio: “Sono profondamente d’accordo l’intervento per trovare modelli flessibili alla luce delle complessità. Non sempre le iniziative dei Comuni che spingono su modelli alternativi rispetto ai consueti sono ben accolte. Che un Comune si organizzi fuori dall’abitudinario non sempre è sostenuta e si incontrano difficoltà. Prendo atto che si possa applicare questo modello flessibile e spero che si possa effettivamente mettere in opera, di fronte a un eccesso di centralismo”.
Michela Calzà del Pd del Trentino ha parlato a favore della risoluzione condivisa: “Oggi mi porto via una immagine di sindaci e sindache che sono orgogliosamente rappresentanti del proprio ente, che sono pronti a difendere le proprie competenze e il proprio ruolo, con un passo avanti con formule nuove per trovare risposte”. Per quanto riguarda la “dicotomia valli-città”, ha detto che “bisogna riconoscere che i comuni che oggi sono più piccoli e hanno più difficoltà, sono i comuni che necessariamente dobbiamo far partire dallo stesso punto di partenza”. Infine ha parlato del ruolo della Comunità di Valle, al quale “occorre riconoscere un ruolo”.
Paolo Zanella del Pd del Trentino ha spostato la riflessione sul metodo di confronto tra Comuni e Provincia: “L’autonomia è autentica se dà spazi di autogoverno ai Comuni. Continuare a dirci che ci sono dei problemi che riguardano la carenza di personale e la gestione dei bilanci ma poi continuiamo a fare protocolli di finanza locale a valle dei bilanci serve a poco. Occorre che la Provincia ascolti di più e che si solleciti da entrambe le parti un dialogo più profondo”.
Le conclusioni e la modifica al testo
L’assessore Giulia Zanotelli ha ringraziato per il lavoro portato avanti, sancito all’interno del Protocollo di Finanza locale. “Credo che il dialogo non manchi, anzi. E’ costante, continuo. A tratti ci vede anche impegnati in discussioni che sono legittime e dovute sui temi importanti che stiamo affrontando e l’ascolto che in queste settimane si sta facendo all’interno e sui territori è una raccolto di dati e esigenze che i nostri comuni hanno”. “Abbiamo sempre sottolineato la necessità di modelli a geometria variabile ed esiste una pari dignità dei comuni. Non esistono comuni di serie A e serie B, ma scelte politiche per il bene dell’intera Comunità”.
E’ stata quindi presentata la modifica al punto 5 del dispositivo della risoluzione che viene così modificato: “predisposizione di relazioni da sottoporre ai decisori politici contenenti le analisi svolte, le proposte elaborate e l’individuazione degli strumenti normativi, finanziari e organizzativi necessari per la loro attuazione, indicando in particolare gli opportuni correttivi agli strumenti di finanza locale ed al quadro normativo vigente per sostenere e incentivare l’attuazione delle suddette misure, predisponendo proposte di modelli di finanza locale coerenti con l’analisi dei fabbisogni organizzativi dei comuni, rafforzando il ruolo del Consiglio delle autonomie locali nei processi decisionali”.
Francesco Valduga di Campobase ha concluso il dibattito, evidenziando l’importanza di partire dai Comuni e dai territori per parlare di finanza locale, sottolineando opportunità e rischi di un modello flessibile: “Mi auguro che si riescano a costruire dei modelli che sappiano anche di stabilità. Quando si parla di geometrie variabili ne capisco le potenzialità, ma ne vedo anche il rischio”. Sulla risoluzione ha posto il tema del lavoro “assieme”: “nessuno può fare da solo”, ha detto, “nemmeno il comune di Trento può essere da solo. Si deve lavorare confrontandosi tra territori per generare sinergie”.
Il presidente del Cal, Michele Cereghini, ha infine espresso soddisfazione per il lavoro congiunto espresso nella risoluzione poi portata in aula che punta a dare un ruolo più rilevante al Consiglio delle Autonomie locali nei processi di definizione dei protocolli di finanza locale. “Credo che oggi abbiamo portato il tema centrale che è quello del modello organizzativo da portare all’interno dei nostri comuni. L’auspicio è che però abbia legittimità politica e sia sostenuto anche dal punto di vista economico e finanziario”, ha concluso.
In conclusione, il presidente del Consiglio provinciale Claudio Soini ha espresso la soddisfazione per il lavoro portato avanti e ha ringraziato tutti i consiglieri e i sindaci intervenuti.

