Si è concluso nel pomeriggio di oggi presso l’area Agri-Agorà di Trento Expo il convegno “Biologico: la crisi che non c’è?”, parte della rassegna Bio-logicA in occasione del weekend della 79° Mostra dell’Agricoltura. L’iniziativa ha riunito operatori del settore agricolo per affrontare le criticità e le opportunità dell’agricoltura biologica in Trentino.
L’assessore provinciale all’agricoltura Giulia Zanotelli ha sottolineato l’importanza di questo momento di confronto con chi opera nel settore. Nel suo intervento, ha evidenziato come molte aziende agricole si trovino ad affrontare difficoltà significative, sottolineando il ruolo dei vincoli normativi europei nel contesto locale. “La ricerca e l’innovazione, con il supporto della Fondazione Edmund Mach e dei produttori, sono fondamentali per trovare soluzioni che valorizzino i prodotti e sostengano concretamente le imprese agricole e la tutela del territorio”, ha affermato l’assessore, ribadendo come la Provincia rimane al fianco delle aziende nel definire strumenti appropriati alle specificità trentine.
Dopo il saluto di Andreas Fernandez, assessore del Comune di Trento alla transizione ecologica e digitale, il convegno è stato introdotto da Cristina Micheloni con il contributo di Claudio Serafini di Organic Cities. Una tavola rotonda ha offerto le testimonianze dirette degli operatori del territorio: Manuel Cosi della Vecchia Fattoria Rendena, Maddalena Stelzer del Maso Martis e Biodistretto di Trento, e Giuseppe Barbareschi di Api e Terre di Giuseppe, che hanno illustrato le loro esperienze nel campo della biodiversità. Anche Simone Dalpiaz, responsabile qualità di Melinda, ha condiviso come la tutela della biodiversità rappresenti una priorità per le grandi realtà cooperative.
Un secondo tavolo ha visto la partecipazione di Gianluca Barbacovi, presidente di Coldiretti Trentino Alto Adige, Mara Baldo, vicepresidente di Cia del Trentino, Lorenzo Gretter, direttore di Confagricoltura del Trentino, e Stefano Delugan di F.T.Bio – Federazione trentina biologico e biodinamico. I lavori hanno evidenziato la necessità di costruire un’alleanza territoriale capace di affrontare le sfide del mercato contemporaneo, mantenendo al centro la sostenibilità e l’identità rurale del Trentino.
