Di Luca Franceschi
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L’impatto economico del conflitto in Medio Oriente si ripercuote direttamente sulle famiglie e sulle imprese italiane. Secondo quanto denunciato dalla segreteria del Partito Democratico, la situazione determinata dalla guerra contro l’Iran continua a pesare su cittadini e operatori economici, mentre l’esecutivo rimane immobile di fronte alle criticità.
Il settore energetico registra aumenti significativi che colpiscono in particolare le famiglie e l’agricoltura. In diverse regioni italiane il prezzo del diesel ha già raggiunto i 2 euro al litro, mentre per gli agricoltori il costo del gasolio è salito da 0,85 a 1,25 euro al litro nel giro di poche settimane. A questi rincari si aggiunge la crescente difficoltà nel reperimento dei fertilizzanti, dato che il 35% delle forniture mondiali di urea transita dallo Stretto di Hormuz, oggi sottoposto a rischi considerevoli. Il costo dell’urea aveva già subito un raddoppio lo scorso anno.
Le conseguenze si estendono anche al comparto ittico, con la pesca che dovrà ridurre i giorni di attività a causa del caro gasolio. Il settore ortofrutticolo è parimenti colpito, in particolare la mela che incontra difficoltà nel raggiungere i mercati del Medio Oriente. Questo contesto di crisi della produzione agricola, già gravata da problematiche strutturali come il tema del reddito degli agricoltori rimasto senza soluzioni, comporta un aumento dei prezzi dei generi alimentari accompagnato da fenomeni speculativi che richiederebbero un’azione di controllo governativa.
Le difficoltà richiedono risposte tempestive piuttosto che l’immobilismo attualmente riscontrabile. Qualora il governo intendesse realmente aprire un confronto con le opposizioni, dovrebbe accogliere le proposte avanzate dalle forze politiche alternative, a cominciare da quella sulle accise mobili suggerita dalla segreteria del partito, uno strumento idoneo a contenere immediatamente l’impatto dei rincari dei carburanti. Parallelamente, occorre rilanciar l’impegno sulla conversione ecologica, aspetto finora sistematicamente ostacolato dalle destre attraverso la negazione stessa dei cambiamenti climatici in corso.
