Di Luca Franceschi
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Secondo Elisabetta Gardini, vicecapogruppo di Fratelli d’Italia alla Camera dei Deputati, la decisione del Tribunale per i minorenni di Venezia di sottoporre alla Corte Costituzionale la questione dell’adozione per coppie unite civilmente dello stesso sesso rappresenta un nuovo episodio di ingerenza della magistratura in ambiti che rientrano nella competenza del legislatore.
La deputata sottolinea come il Parlamento abbia già affrontato questa materia con una scelta consapevole e definita. Secondo Gardini, il diritto di famiglia non può essere modificato attraverso interventi di carattere giudiziario, poiché le normative devono essere elaborate dall’organo legislativo e non possono subire cambiamenti per mezzo di iniziative che vadano oltre quanto stabilito dalla legge.
Gardini ribadisce il principio secondo il quale l’interesse superiore del minore non coincide necessariamente con i desideri degli adulti. La parlamentare sostiene infatti che un bambino abbia il diritto di avere come punti di riferimento una madre e un padre.
La rappresentante di Fratelli d’Italia conclude affermando che questioni di tale rilevanza richiedono equilibrio, responsabilità e il pieno rispetto dei ruoli che caratterizzano le istituzioni dello Stato.
