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RAI 1 * “TV7” – 13/03 (00.00) : «LO CHOC ENERGETICO MONDIALE DAL MEDIO ORIENTE, IL RUOLO DELLA TURCHIA TRA LE POTENZE GLOBALI / I MERCATI DI SCOMMESSE SULLA GEOPOLITICA E IL COSTO DEI CONFLITTI SUI MINORI» (VEDI-SEGUI DIRETTA VIDEO – LINK / RIVEDI STREAMING)

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20.00 - giovedì 12 marzo 2026

(Il testo seguente è tratto integralmente dalla nota stampa inviata all’Agenzia Opinione) –
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Mentre la guerra che sta squassando il Medio Oriente e preoccupando il mondo è arrivata alla sua seconda settimana di deflagrazione, in un contesto di crescente tensione regionale, sono pesantissime le ripercussioni sul mercato dell’energia, per la contrazione della produzione e per il blocco dello Stretto di Hormuz.

Effetto immediato, il costo del carburante, che ha subìto un’impennata dall’inizio del conflitto. Il prezzo del petrolio, schizzato sui mercati, oscilla sui cento dollari al barile. Salgono così, per effetto domino, anche quelli di trasporto merci, delle forniture di materie prime destinate sia alle aziende che alla grande distribuzione. Il gasolio è sopra i 2 euro, ai massimi dal 2022. L’escalation del conflitto sta causando un forte aumento dei biglietti aerei a livello globale: le compagnie aeree compensano in tal modo l’impennata del costo del petrolio e i maggiori costi operativi derivanti dalle variazioni delle rotte. Confesercenti stima una ricaduta da 14 miliardi, tra bollette e benzina. Riuscirà l’Europa a superare il secondo shock energetico in appena quattro anni?

A Tv7, in onda venerdì 13 marzo a mezzanotte circa su Rai 1, la testimonianza degli autotrasportatori, di un imprenditore di un’acciaieria che consuma enormi quantità di energia e gas e poi l’analisi di Davide Tabarelli, Presidente di Nomisma Energia.

In un Medio Oriente a pezzi, in uno scacchiere globale sempre più pericoloso, la Turchia gioca un ruolo fondamentale. Ponte naturale tra Oriente e Occidente, ma anche partner Nato, il Paese si trova stretto tra la difesa della propria sovranità e un conflitto dagli esiti imprevedibili. Il Presidente Erdogan si è affrettato a dichiarare che in questo conflitto la Turchia non vuole essere coinvolta. Ma la presenza di basi Nato ad Ankara vede il Paese come un potenziale bersaglio, e due missili iraniani sono stati intercettati e abbattuti grazie ai sistemi Nato nel Mediterraneo. Vi sono 500 km di confine tra la Turchia e l’Iran, e gli ayatollah sinora non avevano mai colpito il potente vicino membro della Nato, pur avendo allargato la reazione ai raid Usa-Israele a ben otto paesi nel Golfo. La Turchia sta dalla parte della giustizia e sostiene la soluzione dei conflitti attraverso il dialogo, dice Erdogan. Quanto a lungo riuscirà a mantenere questa strategia della prudenza con gli “amici iraniani”?

La guerra in Iran torna a infiammare il Medio Oriente, ma il conflitto coinvolge sempre di più anche le grandi potenze mondiali. All’iniziativa di Stati Uniti e Israele, guardano Russia e Cina, solo apparentemente sullo sfondo. Sia Mosca che Pechino rischiano di perdere un alleato chiave nell’area, la Repubblica Islamica. Ma alcuni analisti ritengono che le due potenze possano trarre vantaggi, in questa fase, da un parziale disimpegno da parte degli Usa rispetto a altri teatri di conflitto aperto, come con l’Ucraina, o strisciante come con Taiwan. A Tv7 ne parlano l’ex Direttore della Cia, il Generale David Petraeus, e Michael Edward O’Hanlon, Direttore della Ricerca al Brookings Institution di Washington.

Intelligenze sofisticate che scelgono i target e il momento dell’attacco interpretando milioni di segnali, utilizzando e aggregando dati commerciali e civili, tra cui quelli dei ‘prediction market’, siti di scommesse basate su blockchain programmabili. A Tv7 i più noti mercati di ‘puntate su fatti reali’. Polymarket e Kalshi: strumenti controversi, cinici e speculativi che stanno diventando un vero osservatorio geopolitico globale. Così l’insider trading diventa un modo di guadagnare sulle guerre. Durante la recente escalation del conflitto, sull’Iran scommesse per oltre 500 milioni di dollari. Parla Stefano Pepe, esperto di Blockchain.

“Ogni guerra è una guerra contro i bambini, perché un bambino in guerra perde non solo il proprio presente, ma anche il proprio futuro”. A Tv7 parla Daniela Fatarella, Direttrice Generale di Save the Children, tra le più grandi associazioni di cooperazione internazionale. I numeri sono drammatici: “Ci sono più di 520 milioni di bambini e bambine in contesti di guerra. In questo momento non possiamo non citare il Medioriente, in particolare Gaza e il Libano. Noi assistiamo alla morte di un bambino ogni ora”.

A una settimana dal voto sul Referendum Costituzionale Confermativo sulla Giustizia, il confronto tra partiti e comitati è accesissimo. A Tv7 quelli che ormai sono diventati i concetti chiave dei due fronti. La riforma serve a liberare la magistratura dalle correnti, rivendica la maggioranza. L’obiettivo di questa riforma è assoggettare i magistrati al potere politico, la linea delle opposizioni. Il fronte del sì e del no con Giuseppe Capoccia Procuratore di Lecce, Annalisa Imparato Sostituto Procuratore di Santa Maria Capua Vetere, Giacomo Rocchi Presidente di Sezione della Corte di Cassazione, Cesare Parodi Presidente ANM, Rocco Maruotti segretario ANM e Enrico Grosso Presidente del Comitato “Giusto dire no”.

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