Di Luca Franceschi
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I deputati del Movimento 5 Stelle in commissione Attività produttive Emma Pavanelli ed Enrico Cappelletti hanno duramente criticato le recenti dichiarazioni della premier Meloni sulle energie rinnovabili, definendole “una presa in giro” rispetto alle reali azioni del governo.
Secondo i parlamentari pentastellati, se la presidente del Consiglio fosse realmente consapevole dell’operato del suo esecutivo, si sarebbe astenuta da certe affermazioni. Meloni ha infatti dichiarato che la sua maggioranza sostiene le rinnovabili ma si oppone alle speculazioni in questo settore, nel tentativo di scaricare le responsabilità come di consueto.
I rappresentanti del M5S sottolineano come il governo abbia invece sottratto 1,5 miliardi del Pnrr destinati alle Comunità energetiche e tagliato 3,8 miliardi di euro dal fondo per la Transizione 5.0. Mentre altri Paesi dimostrano maggiore lungimiranza investendo massicciamente nelle energie rinnovabili, l’Italia le ostacola puntando su un nucleare che sarà operativo, nella migliore delle ipotesi, tra molti anni.
La scelta nucleare del governo presenta inoltre criticità evidenti, richiedendo una dipendenza energetica da altri Paesi e raccogliendo dubbi e critiche da parte degli esperti del settore. Dopo due anni di bollette elevate per i cittadini, simili dichiarazioni da parte della premier risultano non solo inappropriate ma rivelano l’incapacità delle destre di tutelare efficacemente gli italiani.
L’inadeguatezza dell’approccio governativo emerge chiaramente anche dal recente decreto Energia, ormai considerato superato dagli eventi. Il problema di fondo rimane invariato: la sicurezza energetica nazionale è affidata a chi non riesce a pianificare il futuro né a proteggere i cittadini dalle difficoltà economiche.
Finché non si cambierà rotta, avvertono i deputati M5S, i rischi per il Paese rimarranno elevati, complice il caos che regna a Palazzo Chigi e nei ministeri competenti in materia energetica.
