(Il testo seguente è tratto integralmente dalla nota stampa inviata all’Agenzia Opinione) –
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Il CAL incontra il Difensore civico Sandro Raimondi.
Ribadito il ruolo della difesa civica come strumento per i cittadini, ma anche come stimolo per le amministrazioni.
L’apertura dei lavori del Consiglio delle autonomi e locali è stata oggi dedicata all’incontro con il Difensore civico della Provincia autonoma di Trento, dott. Sandro Raimondi, in carica dallo scorso mese di ottobre.
“Il ruolo del Difensore civico è di assistenza ai cittadini nei rapporti con le Amministrazioni, e di stimolo alle Amministrazioni stesse ad operare sempre meglio nell’interesse delle proprie comunità, in un contesto territoriale in cui esse danno generalmente prova di buona amministrazione.” ha esordito dott. Raimondi. “L’adesione dei comuni trentini all’istituto della Difesa civica è ampio, ma ancora non totale. Invito i comuni che ancora non sono convenzionati con il nostro Ufficio a valutare l’adesione, anche perché l’operato del Difensore civico spesso agevola l’Ente stesso, evitando ad esempio un contenzioso che può ritardare o compromettere l’attività amministrativa.”
Accanto all’illustrazione dei principali ambiti di azione del Difensore civico, dall’Ufficio è pervenuta la proposta di attivare un Gruppo di lavoro con il Consiglio delle autonomie locali, per elaborare un documento che metta in luce le opportunità per i comuni, derivanti dall’adesione alla Difesa civica, e per definire delle buone pratiche nelle relazioni con l’Ufficio.
“Ringrazio il dott. Raimondi per l’impegno e lo spirito propositivo con cui si è accostato, in questi mesi, a questo nuovo incarico, ed assicuro la massima collaborazione del CAL per valorizzare la sinergia tra la Difesa civica e le amministrazioni locali.” ha commentato il Presidente del CAL, Michele Cereghini.
Nella discussione sono intervenuti Luca Paolazzi, Sindaco di Lavis e Gianni Morandi, Sindaco di Nago Torbole, per ringraziare il Difensore civico dell’attenzione rivolta verso il mondo delle autonomie locali e per esprimere apprezzamento rispetto all’operato dell’Ufficio. Marco Morelli, Sindaco di Pergine Valsugana, ha osservato come i Sindaci stessi siano a volte chiamati ad essere mediatori tra esigenze dei cittadini e operato della macchina amministrativa comunale. Un ruolo, quindi, di cui si comprende bene la complessità ed il valore, e che non va visto in contrapposizione con il Comune, ma come facilitatore di relazioni.
Il Difensore civico è un organo monocratico di garanzia e tutela dei diritti e degli interessi del cittadino nei confronti della Pubblica amministrazione e degli enti erogatori di pubblici servizi, scelto fra persone in possesso di competenza ed esperienza giuridico-amministrativa con particolare riguardo alle materie che rientrano fra le sue attribuzioni. La sua consulenza ed il suo intervento, di carattere dissuasivo-persuasivo, sono gratuiti. Il Difensore civico, quale autorità di garanzia extragiudiziale, svolge la sua attività in piena libertà ed indipendenza.
Dall’ottobre 2025, è Sandro Raimondi, già Procuratore generale della Repubblica presso la Corte d’Appello di Trento, a ricoprire tale ruolo di garanzia, a seguito dell’elezione conseguita con ampia maggioranza da parte del Consiglio provinciale.
Il Difensore civico della Provincia autonoma di Trento, in virtù di quanto previsto dalla legge provinciale n. 28/1982, può operare anche a favore degli Enti locali convenzionati con lo stesso. Attualmente, sono convenzionati con il Difensore civico 141 Comuni della Provincia, 14 Comunità di Valle ed un Consorzio B.I.M..
Programma di lavoro della Commissione europea: attenzione agli interventi in materia di turismo, locazioni brevi, accesso alla casa ed energie rinnovabili.
Individuati i temi di interesse per gli Enti locali in vista della consultazione con la VI° Commissione.
La discussione si è quindi spostata sul Programma di lavoro della Commissione europea per l’anno 2026, atto programmatico su cui, come di consueto, il CAL è chiamato ad esprimersi da parte della Sesta Commissione permanente del Consiglio provinciale, che ha tra le proprie prerogative il presidio dell’attività legislativa dell’Unione europea, per portare contributi alla redazione degli atti normativi comunitari e monitorarne gli effetti in sede locale.
Il programma di lavoro 2026 della Commissione europea risponde alle condizioni critiche del quadro geopolitico internazionale – segnato dal perdurare del conflitto in Ucraina, dalle tensioni commerciali transatlantiche e dall’instabilità diffusa – con un proposito di lavoro che pone al centro la sovranità europea in senso ampio: difesa e sicurezza, autonomia energetica e tecnologica, competitività industriale, coesione sociale e tutela della democrazia.
Il programma non abbandona gli obiettivi strutturali dell’Unione in materia ambientale, sociale e di governance, confermando la volontà di un’Europa che sappia essere al tempo stesso più forte nel mondo e più vicina ai propri cittadini, e promuovendo politiche che possono avere un diretto riflesso sugli ambiti di competenza delle Istituzioni locali.
Tra le iniziative in programma, meritano particolare attenzione – nella prospettiva degli Enti locali trentini – la Strategia europea sul turismo sostenibile, l’Iniziativa sulle locazioni a breve termine, e il Piano europeo per gli alloggi a prezzi accessibili, collegato all’aggiornamento delle norme in materia di aiuti di Stato per il sostegno all’edilizia residenziale pubblica e alla prima Strategia dell’UE contro la povertà, il Pacchetto clima e il Pacchetto Unione dell’energia per il prossimo decennio, che comprende la revisione del quadro per l’energia rinnovabile.
Rinnovata la Commissione per i procedimenti referendari comunali.
Saranno l’avv. Beatrice Tomasoni (presidente), il prof. Flavio Guella (vice presidente) e l’avv. Filippo Bettini, i componenti effettivi della commissione chiamata a valutare la legittimità e la regolarità, e quindi l’ammissibilità dei referendum popolari, previsti dagli statuti e dai regolamenti comunali, ai sensi dell’art. 16 bis del Codice degli Enti locali.
Come previsto dalla norma regionale, i componenti della commissione per i procedimenti referendari sono nominati dal Consiglio delle autonomie, previa intesa tra il Consiglio delle autonomie, il Rettore dell’Università degli studi di Trento, i Presidenti degli Ordini degli avvocati di Trento e di Rovereto, e sono stati individuati – mediante sorteggio svolto nel corso della seduta odierna – di un membro effettivo e di un membro supplente nell’ambito di ciascuna delle tre terne di nomi proposte rispettivamente dal Rettore e dai Presidenti degli Ordini degli avvocati di Trento e di Rovereto. La commissione è competente per tutti i referendum a livello comunale ed è nominata per la durata in carica dei consigli comunali.
In conclusione di seduta, il Consiglio delle autonomie locali ha, inoltre, approvato una modifica al proprio Regolamento interno, finalizzata a perfezionare la disciplina, recentemente introdotta, in merito al numero massimo di sedute alle quali è ammessa la partecipazione in videoconferenza. In particolare, viene prevista la possibilità per il Presidente di autorizzare la deroga ai limiti regolamentari, in caso di gravi e comprovate ragioni, comunicate dal Consigliere, che ne impediscano la partecipazione alle sedute del Consiglio delle autonomie locali, della Giunta o delle Commissioni per un periodo continuativo superiore a due mesi. Ulteriori integrazioni, sulla scorta dei contributi portati dai consiglieri, saranno valutate nelle prossime sedute.
