(Il testo seguente è tratto integralmente dalla nota stampa inviata all’Agenzia Opinione) –
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“Piena solidarietà alla sindaca di Genova Silvia Salis, al direttore e a tutta la redazione del Secolo XIX. Le notizie sui dossier costruiti per monitorare il lavoro dei giornalisti sono gravissime e inquietanti: sono metodi da polizia politica. In una democrazia, la politica non fa dossier sui cronisti, non li scheda, non prova a influenzare la linea editoriale di un giornale”.
Lo dichiara Sandro Ruotolo, responsabile informazione nella segreteria nazionale del Partito Democratico ed eurodeputato.
“Se dagli uffici della Regione Liguria sono partite attività di monitoraggio per “schedare” chi scrive articoli scomodi, siamo davanti a un fatto gravissimo che colpisce al cuore la libertà di stampa. Ma il punto è che quello che accade a Genova non è un episodio isolato. È il segno di un clima sempre più pesante contro il giornalismo indipendente. Esiste un filo nero che lega i dossieraggi contro Sigfrido Ranucci, l’uso dello spyware Paragon Graphite per colpire giornalisti e attivisti: chi fa informazione critica diventa un bersaglio.
Quando il potere politico prova a intimidire i giornalisti, a delegittimarli o a controllarli, la democrazia si indebolisce. È una cultura del potere che non tollera l’informazione libera. Per questo chiediamo al presidente della Regione Liguria Marco Bucci di spiegare immediatamente cosa è accaduto. Chi ha ordinato questi dossier? Con quali fondi sono stati pagati? Se la Regione è diventata una centrale di spionaggio contro la stampa, Bucci ne deve trarre le conseguenze: un fatto simile è moralmente e politicamente incompatibile con la guida di una istituzione pubblica” conclude Ruotolo.
