Di Luca Franceschi
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Angelo Bonelli, parlamentare di Alleanza Verdi e Sinistra e co-portavoce di Europa Verde, critica duramente la gestione energetica dell’esecutivo. Secondo il politico, il governo Meloni non ha affrontato il problema della dipendenza energetica italiana con una strategia strutturale, ma ha semplicemente sostituito i fornitori: dalla Russia agli Stati Uniti.
Una scelta che, a giudizio di Bonelli, espone il Paese a rischi significativi. Gli Stati Uniti rappresentano oggi il primo fornitore di gas naturale liquefatto dell’Italia, coprendo circa il 45% delle importazioni totali. Questa concentrazione, spiega il parlamentare, rende l’Italia più vulnerabile alla speculazione e a fluttuazioni dei prezzi energetici, risultando in un aumento dei costi per i cittadini.
Il co-portavoce di Europa Verde sottolinea come il governo abbia compiuto scelte che definisce fallimentari. In particolare, denuncia lo smantellamento della tassa sugli extraprofitti introdotta dal governo Draghi, una misura che avrebbe potuto limitare i guadagni delle grandi compagnie energetiche. Nel triennio precedente, queste società hanno infatti accumulato oltre 70 miliardi di euro di utili straordinari.
La soluzione proposta da Bonelli è una accelerazione significativa della transizione energetica verso le fonti rinnovabili. Nel 2025, le installazioni di impianti rinnovabili hanno subito un crollo del 27%, ma secondo il parlamentare l’Italia potrebbe installare fino a 30 gigawatt di potenza rinnovabile. Un simile sviluppo permetterebbe di sostituire circa 26 miliardi di metri cubi di gas naturale.
Bonelli attribuisce gli ostacoli alla transizione energetica a ragioni ideologiche della destra al governo, responsabile secondo lui di politiche che continuano a gravare sui cittadini con bollette sempre più elevate.
