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CONSIGLIO DELLA PROVINCIA AUTONOMA DI BOLZANO: «LAVORI CONSIGLIO: RIACCERTAMENTO DEI RESIDUI, SALVATAGGIO DI CERBIATTI, ACCOGLIENZA DI MIGRANTI»

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08.27 - mercoledì 11 marzo 2026

Approvata la delibera su riaccertamento ordinario dei residui e determinazione del fondo pluriennale vincolato; mozioni di Wir Bürger – Noi Cittadini – Nëus Zitadins, JWA Wirth Anderlan.

I lavori della sessione di marzo del Consiglio provinciale di Bolzano sono proseguiti oggi con la trattazione della proposta di deliberazione: Riaccertamento ordinario dei residui e determinazione del fondo pluriennale vincolato in base alla normativa del decreto legislativo n. 118 del 23/6/2011, sottoposta al plenum dal pres. Arnold Schuler.

Il riaccertamento ordinario dei residui ha lo scopo di adeguare lo stock dei residui attivi e passivi al 31 dicembre 2025 alla configurazione del principio contabile generale della competenza finanziaria, la cosiddetta competenza finanziaria potenziata: si procede eliminando i residui attivi e passivi al 31 dicembre 2025 cui non corrispondono obbligazioni perfezionate, eliminando i residui attivi e passivi cui non corrispondono obbligazioni esigibili alla data del 31 dicembre 2025, destinati ad essere reimputati agli esercizi successivi, individuando le relative scadenze, e infine determinando il fondo pluriennale vincolato al 1° gennaio 2026 da iscrivere nell’entrata dell’esercizio 2026 del bilancio di previsione 2026- 2028, distintamente per la parte corrente e per il conto capitale, per un importo pari alla differenza tra i residui passivi ed i residui attivi reimputati.

La delibera definisce l’ammontare dei residui attivi derivanti da esercizi pregressi al 31 dicembre 2025 in euro 29.181,46, l’ammontare dei residui attivi derivanti dall’esercizio 2025 al 31 dicembre 2025 in euro 40.734,16, i residui passivi da eliminare dalle scritture contabili in euro 97.463,23, l’ammontare dei residui passivi derivanti da esercizi pregressi al 31 dicembre 2025 in euro 107.602,74, l’ammontare dei residui passivi derivanti dall’esercizio 2025 al 31 dicembre 2025 in euro 699.591,42, l’ammontare di obbligazioni non esigibili al 31 dicembre 2025, destinate ad essere reimputate agli esercizi in cui risultano esigibili in euro 1.429.947,33 (fondo pluriennale vincolato).

Il presidente Schuler ha chiarito alcuni particolari relativi a singole cifre, tra cui quelle legate ad ex collaboratori e a una sanzione; tra i residui passivi c’è una somma che non va più spesa per la Difesa civica e somme relative a pubblicazioni, contributi a gruppi consiliari non ancora richiesti, traduzione in lingua dei segni, telefonia mobile.

Ha quindi fatto riferimento a una somma relativa a contributi sociali al personale, indennità di risultato, gestione digitale di documenti, gestione del bar del Consiglio.

Su richiesta di Bernhard Zimmerhofer (Süd-Tiroler Freiheit), ha poi chiarito che la citata sanzione riguarda il superamento del limite di 30.000 € per la campagna elettorale: queste entrate sono previste, ma il relativo procedimento non è ancora concluso.

La delibera è è quindi stata messa in votazione e approvata con 27 sì e 5 astensioni.

È quindi iniziata la trattazione delle proposte dell’opposizione.

Andreas Colli (Wir Bürger – Noi Cittadini – Nëus Zitadins) ha presentato la mozione n. 297/25: Contro la morte da falciatura – salviamo i cerbiatti in tutte le riserve di caccia in Provincia di Bolzano, con la quale, evidenziando che i piccoli di cervidi partoriti in primavera e lasciati dalle madri nell’erba alta, dove ritornano a intervalli regolari per allattarli, rischiano di essere uccisi o feriti dalle falciatrici, invitava la Giunta provinciale 1. a sostenere l’impegno congiunto di cacciatori, agricoltori e soccorritori volontari di cuccioli di cervidi, contribuendo in tal modo alla protezione degli animali; 2. a introdurre criteri e misure di sostegno per l’acquisto di droni con termocamere o altre misure efficaci per il salvataggio dei cuccioli di cervidi.

Colli ha chiarito che quanto disponeva la natura a tutela dei cuccioli di cervidi, ovvero il fatto che le madri li nascondessero tra l’erba alta, non prevedeva i macchinari per la falciatura in uso oggi, quindi questo istinto di tutela rappresenta un pericolo; questo è un problema anche per la contaminazione del cibo dato agli animali da allevamento in seguito alla falciatura.

In passato si interveniva con spaventapasseri o con una persona che camminava davanti alla falciatrice, ma senza grande successo: lo sviluppo di droni e termocamere offre nuove possibilità, ed è un metodo sempre più richiesto dagli stessi agricoltori.

Nel 2024, in Alto Adige, 100 riserve di caccia hanno svolto operazioni di salvataggio di questo tipo: in stretta collaborazione con gli agricoltori e i 729 volontari, in oltre 7.400 ore di volontariato sono stati salvati dalla morte da falciatura oltre 1.580 cuccioli, ma per promuovere l’uso di questa tecnica sono opportuni aiuti finanziari.

Bernhard Zimmerhofer (Süd-Tiroler Freiheit) ha sostenuto la proposta, ricordando che per l’uso di droni serve anche un’apposita patente nonché attività di formazione e manutenzione.

Si potrebbe ipotizzare una collaborazione con i Vigili del fuoco volontari, che hanno già questi dispositivi.

Zeno Oberkofler (Gruppo verde) ha ringraziato tutti i volontari e anche l’Associazione cacciatori che promuove queste misure di salvataggio, coinvolgendo più di 700 persone; fondamentale è la sensibilizzazione verso agricoltori e agricoltrici.

Ha chiesto quindi all’assesore informazioni su quali criteri escludono attualmente contributi per l’acquisto di droni.

Ha sostenuto la mozione.

Anche Franz Ploner (Team K), ha sostenuto la mozione, molto importante per la tutela degli animali; l’uso di droni con termocamere per salvare i cuccioli di cervidi, ha ricordato, era stato introdotto già da dieci anni.

In Tirolo, ha informato, c’è una piattaforma per il salvataggio dei cuccioli di cervidi, gestita dall’associazione cacciatori: sarebbe sensata anche in Alto Adige, anche come sede dove chi ha un drone può metterlo a disposizione.

In Tirolo ci sono misure di sostegno.

Franz Locher (SVP) ha sostenuto la proposta, ricordando le misure attuate in passato per dissuadere gli animali e aggiungendo che con le termocamere è tutto più semplice, con costi non molto elevati.

Un piccolo contributo finanziario può evitare sofferenze ai cuccioli di pochi giorni come alle madri cervidi.

Ha ringraziato i 6.000 cacciatori e gli accompagnatori volontari attivi.

Andreas Leiter Reber (Freie Fraktion) ha sottolineato gli sforzi dei tanti volontari, spesso cacciatrici, che si alzano molto presto al mattino per fare le verifiche nei campi.

Va considerato l’aspetto giuridico relativo all’uso dei droni e in particolare alla relativa responsabilità: la Provincia potrebbe dare supporto organizzando i corsi e verificando la copertura assicurativa.

L’ass. Luis Walcher ha ringraziato il proponente, ricordando che accettando il proprio incarico nel 2024 era consapevole di quante giovani persone si impegnano attivamente, in particolare giovani cacciatori , molto sensibili a questi aspetti.

La relazione tra agricoltura e caccia non è stata priva di difficoltà, ma qui si rafforza questo rapporto, nonché la tutela degli animali e la sicurezza alimentare.

Ha ricordato il contributo per l’uso di droni da parte della Fondazione Cassa di risparmio, e anche che una delibera di Giunta dà la possibilità di sostenere progetti concordati con le associazioni in quest’ambito, per esempio per l’acquisto di 10 droni, in termini di 3.500 € per drone; è importante che ci li usa faccia un corso di formazione; la gestione è da parte dell’associazione, il che garantisce anche meno burocrazia.

Mentre in Italia la caccia diminuisce, in Alto Adige sono 6.000 i componenti dell’associazione, e questo è positivo.

La mozione è stata approvata all’unanimità (26 sì).

Con la mozione n. 342/25: No all’obbligo di accoglienza di migranti nei Comuni, Jürgen Wirth Anderlan (JWA Wirth Anderlan) ha chiesto che il Consiglio provinciale deliberasse quanto segue: 1. qualora dei Comuni dovessero dichiararsi contrari ad accogliere cosiddetti “profughi”, la Giunta provinciale è tenuta a rispettare questa decisione e a non trasferire dette persone in quei Comuni; 2. svolgere consultazioni popolari vincolanti in tutti i Comuni dell’Alto Adige per verificare se sono disposti ad accogliere i cosiddetti “profughi”.

Il consigliere ha ricordato nella mozione che prossimamente 94 famiglie “di cosiddetti profughi”, sinora accolte a Bolzano, dovrebbero essere trasferite in 94 Comuni del nostro territorio, aggiungendo che visto che in Europa, e di conseguenza anche in Alto Adige, l’immigrazione di massa è un fenomeno perdurante, è facile immaginare che questo fatto creerà un precedente per ulteriori assegnazioni di migranti.

Tuttavia, ai gruppi etnici autoctoni della provincia non è mai stato chiesto se sono d’accordo con questo insediamento di stranieri, che con il termine di replacement migration (migrazione sostitutiva) è peraltro pure sostenuto dalle Nazioni Unite.

Visto che al momento la Giunta provinciale non ha competenze in materia di immigrazione e non fa nulla per acquisire queste competenze, la decisione se accogliere o meno i cosiddetti “profughi” va lasciata ai Comuni.

Il proponente ha quindi citato alcuni sindaci che si sono già dichiarati contrari all’accoglienza dei migranti – in passato, ha detto, lo era stato anche l’allora sindaco di Sarentino Locher – e un’intervista in cui l’ass. Pamer confermava l’atteggiamento contrario dei Comuni: procedere con gli obblighi è sicuramente sbagliato, “e lo dice uno che da tre anni accoglie una famiglia ucraina”, ha detto il consigliere, chiedendo perché ci deve essere solidarietà solo nei confronti degli immigrati, di cui la Provincia, con i soldi dei contribuenti locali, si dovrebbe anche accollare i canoni d’affitto.

Sven Knoll (Süd-Tiroler Freiheit) ha detto che il tema riguarda tutta la popolazione provinciale e mostra come la Provincia gestisce i timori delle persone.

Era mancata chiarezza fin dall’inizio, cosí come il coinvolgimento dei Comuni, inoltre si parlava di “profughi” anche se si trattava invece di migranti economici, in parte illegali.

Nello stesso tempo, 800 persone della provincia la lasciano perché non possono più permettersi di vivere qui: lui assiste una famiglia di Scena con 4 figli che non riesce a trovare un alloggio adeguato.

Nessuno ha chiesto alla popolazione se voleva questa accoglienza, per la quale paga in quanto contribuente.

In quanto all’integrazione, si dice che funziona meglio nei comuni rurali, ma cosí non è.

Knoll ha ricordato la trasferta a Berlino, dove “si è capito cosa avviene quando viene scambiata la cittadinanza”.

Andreas Colli (Wir Bürger) si è detto favorevole al punto 1 ma non al 2, e ha chiesto votazione separata.

Sandro Repetto (Partito Democratico) ha fatto riferimento a sistemi che vanno senz’altro gestiti a livello europeo; ha poi segnalato che gran parte dei migranti lavorano e come altri non hanno un alloggio, ma non bisogna limitarsi a difendere il proprio giardino.

Se tutti i Comuni dicessero di no, cosa accadrebbe sul territorio?

La mozione è molto vicina a quanto dice la destra nazionalista italiana; a quetso proposito, ha icordato la recente manifestazione per la remigrazione, a partecipazione ridotta, e la più ampia partecipazione alla contromanifestazione, e ringraziato il presidente della Provicnia e il capogruppo SVP per il forte segnale dato, mentre altri esponenti della Giunta si erano espressi in modo “allucinante”.

Nella pagina 7 dell’accordo di coalizione, ha ricordato, ci si oppone a nazionalismo e fascismo.

Il presidente Arnold Schuler ha chiarito, citando l’art. 113 del Regolamento, che la mozione era ammissibile, ma il punto 2 non era attuabile in base alla normativa vigente.

Wirth Anderlan ha ritirato il punto 2.

Dai banchi dei consiglieri, l’ass. Rosmarie Pamer (SVP) ha fatto riferimento a una seduta in cui, in febbraio, i Comuni erano stati informati relativamente ai compiti, aggiungendo tuttavia che i relativi criteri non sono ancora stati definiti: quando questo avverrà, saranno presentati al Consorzio dei Comuni e poi arriveranno in Giunta.

Gli alloggi vengono messi a disposizione nell’ambito di progetti di integrazione, che vengono anche sovvenzionati.

Si tratta di famiglie che ora vivono in alberghi, in particolare di donne con bambini piccoli, mentre i compagni vivono per strada: anche questo ha un costo e si pagano piú di 2 milioni di €; se si vuole un’integrazione è importante sostenere questo progetto, senza negare l’esistenza di società parallele che comportano grandi difficoltà.

Brigitte Foppa (Gruppo verde) ha contestato che fosse stato anche immaginato un punto 2, da parte di una persona che è in Consiglio da 2 anni e mezzo, evidentemente per aizzare la pöolpolazione.

Non si vuole riconoscere nemmeno lo status di profughi, ma si tratta di persone che non lasciano la propria patria volontariamente, come successo anche ai sudtirolesi; coloro che propongono queste mozioni sono gli stessi che fanno riferimento alle “radici cristiane”, ma per i quali anche una sola famiglia per comune è troppo: ha ricordato che ad Appiano ci sono 700 alloggi sfitti, e invitato a pensare almeno ai diritti umani.

Hannes Rabensteiner (Süd-Tiroler Freiheit) si è rivolto a Foppa, chiarendo che ogni Comune che mette a disposizione alloggi IPES sa già che ospiterà migranti, mentre lei vorrebbe far credere che i migranti sono solo a Bolzano.

Lei parla di messaggio cristiano, ma va detto a chiare lettere che al primo posto va messa la propria popolazione, e che gli alloggi mancano già per la gente locale.

Bisogna anche chiedersi se queste famiglie vogliono essere qui o lo sono obbligatoriamente, perché in Italia ci sono 6.000 paesi disabitati dove potrebbero andare.

In provincia di Bolzano 800 abitanti locali se ne sono andati, e 2.000 persone sono arrivate; la percentuale di stranieri dell’11% è molto più alta di quella di altre regioni, che è al 2% – in Trentino è dell’8,4%.

Andreas Leiter Reber (Freie Fraktion) ha chiarito che a fronte della mancanza di alloggi, tutti i Comuni, se volessero, potrebbero costruire ed espropriare terreni: evidentemente non lo vogliono fare.

Ha ricordato una propria mozione che prevedeva un corso di formazione per consiglieri affinché si attivassero per favorire la creazione di alloggi alla popolazione locale.

Se ci sono Comuni che si sono resi disponibili ad accogliere una famiglia integrandola anche con un posto di lavoro, allora questo va bene, perché queste persone sarebbero comunque qui: ha chiesto quindi al presidente della Provincia se ci sono disponibilità in questo senso, e si è detto contrario a soluzioni coatte.

La discussione della mozione 342/25 proseguirà domani.

La seduta di questo pomeriggio è terminata.

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