Di Luca Franceschi
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Mentre alcuni esponenti dell’opposizione contestano le misure di monitoraggio dei carburanti messe in campo dal Ministero dell’Industria e del Made in Italy attraverso il progetto Mr. Prezzi, in Europa stanno guardando con interesse proprio all’esperienza italiana. Il governo francese ha infatti annunciato un piano straordinario di verifiche presso le stazioni di servizio, con l’obiettivo di prevenire rincari speculativi durante la fase di tensione geopolitica in Medio Oriente.
Si tratta della medesima strategia adottata dall’Italia solo dieci giorni prima, quando il Ministero ha deciso di intensificare i controlli all’inizio delle turbolenze internazionali. Nonostante le critiche sollevate da alcuni oppositori, il modello italiano di controllo e monitoraggio del mercato dei carburanti, introdotto dal governo nel 2023, sta dimostrando la sua efficacia e viene ora replicato da altri Paesi europei.
I dati dell’ultima relazione settimanale della Commissione europea sui prezzi del petrolio confermano il valore di questa politica. Durante i primi giorni della crisi con l’Iran, l’Italia si è posizionata come il Paese tra le maggiori economie industriali europee con l’incremento più contenuto dei prezzi alla pompa, registrando un aumento dell’1%. Nello stesso periodo la Germania ha registrato un aumento del 4% e la Francia del 3%, entrambe partendo tra l’altro da valori già superiori rispetto ai prezzi italiani.
