Di Luca Franceschi
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Angelo Bonelli, deputato di AVS e co-portavoce di Europa Verde, critica aspramente il metodo utilizzato dal ministro Salvini nella redazione dei decreti relativi al Ponte sullo Stretto. Secondo il parlamentare, il ministro procede senza coinvolgere adeguatamente gli apparati dello Stato, generando provvedimenti che richiedono successivamente correzioni da parte della Ragioneria.
Il decreto infrastrutture dovrà tornare all’esame del Consiglio dei ministri a causa delle prescrizioni imposte dalla Ragioneria dello Stato, che ha richiesto che tutte le procedure per riavviare il progetto del Ponte vengano realizzate senza determinare nuovi oneri o maggiori costi a carico delle finanze pubbliche.
Bonelli evidenzia che questo non è un episodio isolato. Sottolinea come il modello ricorrente vede l’annuncio di grandi opere seguite da correzioni e pasticci amministrativi quando i testi vengono sottoposti al controllo degli organi tecnici competenti. In fase di revisione emergono infatti errori e contraddizioni significative che avrebbero dovuto essere individuati in precedenza.
Il progetto del Ponte sullo Stretto ha già ricevuto un giudizio di illegittimità dalla Corte dei Conti, che ha rilevato importanti irregolarità dal punto di vista procedurale, fino al punto da negare il proprio consenso all’opera.
Bonelli conclude affermando che il governo persegue un’opera inutile e onerosa mentre le regioni di Sicilia e Calabria affrontano gravi difficoltà a causa dei recenti cicloni Harry e Ulrike. Il Ponte rimane, secondo il deputato, uno slogan elettorale che assorbe miliardi di euro di denaro pubblico senza contribuire a risolvere i problemi concreti dei cittadini.
