(Il testo seguente è tratto integralmente dalla nota stampa inviata all’Agenzia Opinione) –
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Martedì 10 marzo, con un volo proveniente da Bogotà (Colombia), è arrivato in Italia all’aeroporto di Milano Linate, scortato da personale del Servizio per la Cooperazione Internazionale di Polizia, GREGORINI Emanuele, imputato nel processo in corso relativo all’indagine Hydra, poiché ritenuto esponente del sistema mafioso lombardo in qualità di rappresentante del clan camorristico “romano”. Il predetto aveva lasciato il territorio nazionale alcuni giorni prima della pronuncia della Corte di Cassazione nel gennaio 2025, che aveva respinto i ricorsi presentati dagli indagati rendendo di fatto esecutivo il provvedimento cautelare del Tribunale del Riesame e aveva così statuito l’esistenza di un organismo mafioso unitario operante in Lombardia composto da esponenti delle organizzazioni cosa nostra, ‘ndrangheta e camorra.
Gregorini si era rifugiato dapprima in Brasile, successivamente a Panama, per poi stabilirsi, a partire dal 2 febbraio, in Colombia. L’incessante attività di monitoraggio e controllo condotta da personale del Nucleo Investigativo Carabinieri di Milano sul circuito relazionale del latitante in fuga, ne aveva consentito la localizzazione in Cartagena (Colombia) in un appartamento in locazione. L’immediata attività di coordinamento nelle ricerche avviata nell’ambito del progetto I-CAN (Interpol Cooperation Against ‘Ndrangheta), con l’ausilio dell’Esperto per la Sicurezza della Direzione Centrale per i Servizi Antidroga operativo a Bogotà, consentiva alla Policia Nacional Colombiana attraverso il Grupo Alianzas Estrategicas GRAOS della Direzione di Intelligence DIPOL, il 17 marzo 2025 di organizzare un blitz delle forze speciali colombiane presso quell’appartamento, nel quale GREGORINI Emanuele veniva tratto in arresto ai fini estradizionali.
La cattura di GREGORINI ha rappresentato un successo strategico nella lotta contro la criminalità organizzata transnazionale, confermando l’efficacia della cooperazione internazionale sia tra Autorità Giudiziarie che tra le Forze di polizia nel contrasto ai latitanti di rilievo. L’arrestato, che è stato detenuto nelle carceri colombiane fino alla definizione della procedura estradizionale, è stato associato presso il carcere di Voghera. Il prossimo 12 marzo verrà celebrata a Milano l’udienza preliminare per valutare il suo rinvio a giudizio nell’ambito del procedimento penale collegato all’indagine Hydra in cui è allo stato indagato per associazione La eventuale responsabilità degli indagati sarà accertata solo all’esito del processo e della eventuale sentenza definitiva di condanna, vigendo fino a quel momento il principio della presunzione di non colpevolezza. Il Procuratore Distrettuale della Repubblica
