(Il testo seguente è tratto integralmente dalla nota stampa inviata all’Agenzia Opinione) –
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Nel 1926 entrano in vigore le leggi fascistissime, che trasformano lo Stato italiano in una dittatura totalitaria.
Nell’idea del Duce, il regime che nascerà dovrà essere formato da uomini valorosi, da guerrieri senza macchia, i cui valori sono “Dio Patria e Famiglia”.
La propaganda favorisce così la diffusione di un’immagine della mascolinità aggressiva, autoritaria e marziale.
Una pagina di storia riletta da Paolo Mieli e dal professor Lorenzo Benadusi a “Passato e Presente”, in onda martedì 10 marzo alle 13.15 su Rai 3 e alle 20.30 su Rai Storia.
Ciò che importa al regime è soltanto l’Uomo nuovo, che dovrà rendere forte e glorioso il fascismo nel mondo.
Chi si allontana dall’ideale del cittadino soldato, forte, atletico e virile, ne rappresenta il controtipo negativo, da correggere e isolare.
L’omosessuale è perciò un pericoloso perturbatore dell’ordine nazionale, dell’unità della famiglia, e, che sottraendosi al dovere della procreazione, è una minaccia per la potenza e l’avvenire della patria.
Bisogna dunque colpire ogni «anomalia» sessuale, senza però suscitare scandalo e senza dare visibilità all’azione intrapresa.
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