Di Luca Franceschi
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Cristina Almici, deputata di Fratelli d’Italia, ha criticato duramente le dichiarazioni rilasciate dall’europarlamentare dem Matteo Ricci in merito al referendum sulla giustizia. Secondo la parlamentare, la sinistra continua a preferire la diffusione di timori infondati piuttosto che affrontare un dibattito costruttivo sulle riforme proposte.
In particolare, Almici contesta la tesi secondo cui le modifiche al sistema giudiziario potrebbero attribuire pieni poteri alla presidente del Consiglio, definendola priva di qualsiasi fondamento dal punto di vista costituzionale. La deputata sostiene che si tratta di pura propaganda finalizzata a mascherare le contraddizioni di coloro che oggi si oppongono a interventi che in passato avevano appoggiato.
La parlamentare ricorda che il programma elettorale della coalizione di centrosinistra del 2022 includeva l’istituzione di un’Alta Corte disciplinare per i magistrati, uno degli elementi principali della riforma attualmente in discussione. Inoltre, sottolinea come molti esponenti della sinistra si fossero espressi a favore della separazione delle carriere tra giudici e pubblici ministeri nel corso degli anni precedenti.
Almici sostiene che queste proposte sono improvvisamente diventate problematiche solo perché il governo Meloni le sta realizzando. La deputata avanza l’ipotesi che il vero nodo della questione non sia la riforma in sé, ma piuttosto il fatto che una magistratura effettivamente autonoma e meno influenzata dalle dinamiche delle correnti potrebbe sottrarre alla politica uno strumento di pressione frequentemente utilizzato per condurre battaglie politiche all’interno dei tribunali.
Almici evidenzia come gli italiani siano consapevoli dei problemi che affliggono il sistema giudiziario nazionale: processi che si protraggono indefinitamente, incertezza normativa e un apparato fortemente compromesso dall’influenza delle correnti interne. La riforma proposta si propone di restituire equilibrio, credibilità e vera indipendenza al sistema giudiziario.
Per queste ragioni, la deputata di Fratelli d’Italia invita i cittadini a votare affirmativamente il 22 e 23 marzo, per una giustizia più equa, più efficiente e autenticamente autonoma.
