(Il testo seguente è tratto integralmente dalla nota stampa inviata all’Agenzia Opinione) –
///
“La separazione delle carriere, qualora fosse votata a maggioranza dal referendum confermativo, avrebbe delle ricadute enormi non secondarie sul sistema produttivo italiano, come ha confermato anche il ministro Urso a un mio quesito al Question Time di oggi alla Camera. Attualmente, il cattivo funzionamento della giustizia comporta alle imprese un costo pari a circa 2,6 miliardi di euro l’anno, tra ritardi e contenziosi. Una riduzione significativa dei tempi dei processi civili determinerebbe, nel medio lungo periodo, un incremento del pil pro capite fino all’1,6%”. Lo ha detto il capogruppo di Fratelli d’Italia in commissione Attività Produttive alla Camera Gianluca Caramanna.
“Citando Sabino Cassese, il ministro ha evidenziato come la separazione delle carriere introduce una distanza tra giudice e pubblico ministero che elimina o quanto meno stempera l’appiattimento del giudice sulle accuse del pm, velocizza le decisioni e, inoltre, lo stesso avviso di garanzia non apparirebbe più come una condanna anticipata. Insomma, una rivoluzione che da sola potrebbe eliminare la paralisi di cantieri e imprese per anni riducendo, secondo proiezioni realistiche, del 25% i tempi di trattazione dei procedimenti penali portando enormi benefici anche ai procedimenti civili e ai contenziosi”.
