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ISTAT * COMMERCIO ESTERO: «A GENNAIO 2026 EXPORT EXTRA UE27 -6%, IMPORT -14% E AVANZO COMMERCIALE +2,1 MLD»

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11.27 - venerdì 27 febbraio 2026

(Il testo seguente è tratto integralmente dalla nota stampa inviata all’Agenzia Opinione) –
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Commercio estero extra UE

A gennaio 2026 si stima, per l’interscambio commerciale con i paesi extra Ue27 , una flessione congiunturale per entrambi i flussi, più ampia per le importazioni (-3,9%) rispetto alle esportazioni (-1,9%).

La riduzione su base mensile dell’export è dovuta alle minori vendite di energia (-12,6%), beni strumentali (-7,4%) e beni di consumo durevoli (-2,6%); aumentano, invece, le esportazioni di beni di consumo non durevoli (+1,6%) e beni intermedi (+1,5%). Dal lato dell’import, la contrazione congiunturale è spiegata dai minori acquisti di beni intermedi (-13,2%) ed energia (-6,8%).

Nel trimestre novembre 2025-gennaio 2026, rispetto al precedente, l’export cresce dello 0,9%; la crescita è sostenuta dalle maggiori vendite di beni intermedi (+6,4%) che compensano l’ampia contrazione dell’export di energia (-21,9%) e le moderate riduzioni delle vendite di beni di consumo non durevoli e beni strumentali (per entrambi -0,3%). Nello stesso periodo, l’import si riduce del 4,6%, per effetto dei minori acquisti di beni di consumo durevoli (-4,7%) e non durevoli (-13,4%) ed energia (-10,4%).

A gennaio 2026 l’export flette su base annua del 6,0% (era +5,1% a dicembre 2025). La flessione tendenziale dell’export verso i mercati extra Ue27 si deve principalmente alle minori vendite di energia (-38,0%) e beni strumentali (-15,1%); aumentano soltanto le esportazioni di beni intermedi (+5,3%). L’import registra una flessione tendenziale più marcata (-14,0%), che riguarda tutti i raggruppamenti ed è più ampia per energia (-31,4%).

A gennaio 2026 l’avanzo commerciale con i paesi extra Ue27 è pari a +2.124 milioni di euro (+370 milioni nello stesso mese del 2025). Il deficit energetico (-3.194 milioni) è inferiore rispetto a un anno prima (-4.577 milioni). L’avanzo nell’interscambio di prodotti non energetici sale da 4.947 milioni di gennaio 2025 a 5.318 milioni di gennaio 2026.

A gennaio 2026 si rilevano flessioni su base annua delle esportazioni verso quasi tutti i principali paesi partner extra Ue27; le più ampie riguardano paesi MERCOSUR (-18,5%), Giappone (-16,2%), Regno Unito (-14,8%), paesi ASEAN (-7,1%) e Stati Uniti (-6,7%). Aumentano soltanto le esportazioni verso Svizzera (+15,3%) e Cina (+14,5%).

Tranne che dai paesi MERCOSUR (+1,9%), le importazioni da tutti i principali paesi partner extra Ue27 sono in calo su base annua. Le riduzioni tendenziali più marcate riguardano gli acquisti da paesi OPEC (-31,8%), paesi ASEAN (-17,5%), Turchia (-17,2%) e Stati Uniti (-12,1%).

A gennaio, la riduzione congiunturale dell’export verso i paesi extra Ue27 è spiegata soprattutto dalle minori vendite di beni strumentali. Anche la sua flessione tendenziale si deve principalmente alle minori esportazioni di beni strumentali ed è per metà determinata dalla contrazione delle vendite dirette verso Stati Uniti e Regno Unito.
La più marcata flessione dell’import su base sia mensile sia annua è dovuta in particolare ai minori acquisti di beni intermedi ed energia.
L’andamento degli scambi con i paesi extra Ue27, a inizio 2026, si traduce in un avanzo commerciale (+2,1 miliardi di euro) più ampio rispetto a gennaio 2025 (+370 milioni di euro).

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