(Il testo seguente è tratto integralmente dalla nota stampa inviata all’Agenzia Opinione) –
///
“La Cgil ha una storia sindacale importante e di grande tradizione, cultura, tutela dei diritti dei lavoratori in infinite vertenze. Interpreta idee e valori opposti ai miei, ma è sempre stata guardata con rispetto. Fa specie dunque vederla oggi ridotta a fare da sgabello di un partito sgangherato come il Pd.
Anziché occuparsi seriamente dei temi del lavoro, sembra più attenta a curare gli “interessi” del proprio segretario generale, che anela un posto in Parlamento, e per questo motivo si espone anche a costi importanti per organizzare mobilitazioni politiche che nulla hanno a che vedere con l’attività sindacale a tutela dei lavoratori e dei loro diritti.
È il caso della mobilitazione per la riforma della giustizia. Così, per paradosso, la Cgil, ormai lontana dalla sua missione originaria, si ritrova a essere trascinata in Tribunale da un proprio dipendente che si è visto negare un suo sacrosanto diritto, ossia l’erogazione del suo Tfr.
Questa vicenda è l’esempio plastico dello stato in cui verte tale sindacato. Come presidente della commissione Lavoro del Senato della Repubblica non posso che rammaricarmi della deriva che sta coinvolgendo una parte sociale da sempre interlocutore privilegiato e per anni protagonista della storia sindacale d’Italia.
Pertanto mi chiedo: cosa aspetta l’Assemblea generale della Cgil a liberarsi di Landini?”.
Così in una nota il senatore di Fratelli d’Italia Franco Zaffini, presidente della commissione Lavoro.
