(Il testo seguente è tratto integralmente dalla nota stampa inviata all’Agenzia Opinione) –
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“Il Friuli, dopo il terremoto del 1976, fece una scelta chiara e simbolica: prima le fabbriche, poi le case, poi le chiese. Una scelta che racconta la nostra identità e il nostro senso della comunità. Senza lavoro non c’è comunità. Rimettere in piedi le imprese significava restituire dignità e futuro alle famiglie. La ricostruzione fu materiale, ma soprattutto sociale ed economica. Da quella tragedia nacque quello che ancora oggi viene definito il “modello Friuli”: responsabilità, sussidiarietà, collaborazione tra istituzioni e cittadini. Emerse con forza, in particolare, la necessità di un sistema organizzato di intervento. È anche da quell’esperienza che si sviluppò la Protezione Civile moderna, fondata sulla cooperazione tra Stato, Regioni, sindaci e volontariato e che, ancora oggi, rappresenta un’eccellenza italiana. Orcolat non è solo memoria: è il racconto di un popolo che ha trasformato il dolore in forza, che nel sacrificio della ricostruzione ha rinvigorito la propria identità culturale e che ha saputo fare della tragedia un esempio nazionale di ricostruzione e coesione”.
Così Emanuele Loperfido, deputato di Fratelli d’Italia, intervenendo alla conferenza stampa di presentazione del film Orcolat, dedicato alla memoria del sisma che colpì il Friuli quasi cinquant’anni fa.
