(Il testo seguente è tratto integralmente dalla nota stampa inviata all’Agenzia Opinione) –
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«La presidente Giorgia Meloni, insieme a Matteo Salvini, deve chiedere scusa agli italiani per le bugie raccontate al solo scopo di criminalizzare i magistrati e alimentare la loro campagna referendaria. Il caso del poliziotto di Rogoredo ne è un drammatico esempio».
Così Angelo Bonelli è intervenuto dopo il fermo dell’agente Carmelo Cinturrino.
«Noi attendiamo la sentenza dei tribunali: la presunzione di innocenza vale per tutti. Ma se questa ricostruzione fosse confermata, ci troveremmo di fronte a un fatto di gravità inaudita: un poliziotto che chiede tangenti ai pusher, che uccide e poi colloca una pistola giocattolo per invocare la legittima difesa, inscenando una messinscena».
«Salvini, Piantedosi e Meloni furono i primi a parlare di legittima difesa, a difendere pubblicamente l’operato dell’agente e a invocare norme ancora più severe, proponendo lo scudo penale e inserendolo nel decreto sicurezza. Hanno attaccato i magistrati che stavano semplicemente svolgendo le indagini, trasformando l’omicidio di Mansouri in uno strumento politico e in un argomento per la loro campagna sul referendum».
«Noi difendiamo e sosteniamo la polizia che ogni giorno garantisce la sicurezza dei cittadini. Ma la divisa rappresenta la Repubblica e va indossata con onore e nel rispetto della legge».
«La campagna della destra su Rogoredo è gravissima perché è stata condotta con bugie e arroganza: hanno delegittimato un organo costituzionale davanti all’opinione pubblica per convenienza politica, indebolendo la nostra democrazia. Meloni e Salvini dovrebbero chiedere scusa. In un Paese normale ci si dimetterebbe per molto meno. Il loro comportamento dimostra quanto, con la destra al governo, le istituzioni vengano piegate a interessi di parte. Sono disposti a tutto, anche a mentire», conclude Bonelli.
