(Il testo seguente è tratto integralmente dalla nota stampa inviata all’Agenzia Opinione) –
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Il Report FIM CISL 2025 sulle crisi nel settore metalmeccanico certifica un dato drammatico: 115.397 lavoratrici e lavoratori coinvolti in crisi, quasi 12 mila in più rispetto al 2024 (erano 103.451). Non è una flessione. È una tendenza. È il terzo anno consecutivo di arretramento produttivo: 993 vertenze aperte; 261,7 milioni di ore di cassa integrazione autorizzate, con un aumento del +17% nel metalmeccanico e +20% nella siderurgia nel secondo semestre 2025; 83.998 lavoratori coinvolti in crisi di settore; 19.630 in crisi finanziarie; 10.160 nell’indotto.
Questo non è un ciclo negativo: è una crisi strutturale.
L’automotive è al collasso. La siderurgia è schiacciata dal costo dell’energia che il recente decretino del Governo non risolve. L’elettrodomestico è stato smantellato pezzo dopo pezzo. E mentre la produzione cala, si regge tutto sulla cassa integrazione; la CIG è diventata il respiratore artificiale dell’industria italiana.
Il credito alle imprese nel 2025 è calato del -3,8%. Oltre 19 mila lavoratori sono coinvolti in crisi finanziarie. Le banche finanziano i grandi gruppi con rating elevati, mentre le PMI restano senza ossigeno.
Il risultato è chiaro: delocalizzazioni che continuano; investimenti bloccati; filiere spezzate; transizione industriale gestita senza strategia. Il report lo dice esplicitamente: la carenza di politiche industriali è la causa principale.
Siamo davanti a un rischio reale di deindustrializzazione e il dato più grave è che tutto questo avviene nel silenzio politico. Non è più emergenza ma declino programmato.
Se non si rimette la questione industriale al centro, con un piano serio credito, transizione e filiere strategiche, l’Italia smetterà di essere una potenza manifatturiera e diventerà un Paese di subfornitura a basso valore aggiunto. Non c’è più tempo, serve ripristinare Transizione 4.0 strutturale e ripotenziare il Fondo Centrale di Garanzia per le PMI, lo abbiamo detto e proposto in Legge di Bilancio, ma si è scelto di investire in armi. Così ci schiantiamo.
Lo scrive sui social il capogruppo M5S al Senato Stefano Patuanelli.
