(Il testo seguente è tratto integralmente dalla nota stampa inviata all’Agenzia Opinione) –
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“Durante la pandemia di Covid si è accumulato un robusto elenco di irregolarità condotte dalle autorità dell’epoca, a cui conseguono enormi danni erariali con pressoché nessuna condanna per via degli scudi penali.
L’audizione, oggi in commissione Covid, del procuratore generale della Corte dei conti, Pio Silvestri, ha confermato questo dato, sottolineando che tutte le condotte della struttura commissariale di Arcuri furono sottoposte a scudo.
È emerso, poi, come le modalità con le quali la struttura acquistava mascherine e dpi fossero totalmente prive della cautela amministrativa che si deve tenere negli acquisti, soprattutto a fronte di scudi.
Mentre le regole amministrative richiedono la necessità di fideiussioni e controlli accurati sul contraente, Arcuri comprava, senza un minimo di garanzie, mascherine da società cinesi appena costituite, sconosciute e dietro le quali sappiamo ci fossero mediatori come Benotti, vicino al Pd.
Mascherine che, è bene precisare, sono poi risultate nidonee.
Ad ulteriore conferma della gestione scellerata, spregiudicata e contraria alle norme di banale buon senso praticata da Arcuri, vi è quanto fatto dal commissario Figliuolo che, a differenza del suo predecessore, chiese alla Corte dei Conti di mandargli un magistrato a supporto nella gestione.
Questo quadro conferma che, mentre gli italiani combattevano contro il virus, c’era chi abusava del ruolo e consentiva a privati di lucrare su dispositivi inidonei che non hanno protetto, bensì hanno esposto a rischi gli italiani”.
