(Il testo seguente è tratto integralmente dalla nota stampa inviata all’Agenzia Opinione) –
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Il 5 febbraio il governo Meloni approvava in consiglio dei ministri un altro decreto sicurezza, ovviamente anche questo annunciato come risolutivo di qualsiasi problema, presentato come urgentissimo.
Noi abbiamo già spiegato perché quel provvedimento è in alcune sue parti liberticida e in altre del tutto inattuabile, si pensi ad esempio al fermo preventivo di 12 ore che richiederebbe quattro agenti per ogni persona fermata per una intera giornata.
Ma quel che è veramente ridicolo è che il 18 di febbraio di quel decreto si sono perse le tracce, pare sia incagliato alla Ragioneria generale per problemi di copertura.
Eppure il provvedimento prevede giusto qualche decina di milioni di euro per la sicurezza degli italiani.
Questo succede quando un governo prova a trasformare gli slogan in norme, inevitabilmente si scontra con la realtà che non è banale e superficiale come gli slogan di Giorgia Meloni.
Lo affermano i rappresentanti del M5S nelle commissioni Affari Costituzionali della Camera e del Senato Carmela Auriemma, Vittoria Baldino, Roberto Cataldi, Alfonso Colucci, Felicia Gaudiano, Alessandra Maiorino e Pasqualino Penza.
