(Il testo seguente è tratto integralmente dalla nota stampa inviata all’Agenzia Opinione) –
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“Una volta era la Rai di tutti e per tutti. Oggi i numeri raccontano un’altra storia. I dati sugli ascolti pubblicati in questi giorni fotografano il progressivo indebolimento del servizio pubblico radiotelevisivo, un declino che si è accentuato negli ultimi tre anni. La Rai perde terreno in prima serata, viene superata da Canale 5 e registra un arretramento significativo rispetto ai principali competitor. Questa mattina il quotidiano La Stampa, in un articolo, riporta tra gli altri i seguenti dati: tre punti in meno di share negli ultimi tre anni, dal 38% al 35%. Emblematici poi i casi di Raidue e Raitre che perdono rispettivamente il 10.5% e l’8,2%. Non è solo una questione di palinsesti. È una questione di linea industriale e di visione del servizio pubblico.
In questi tre anni il governo di destra ha occupato i vertici di Viale Mazzini con scelte che appaiono sempre più orientate alla fedeltà politica piuttosto che alla qualità del prodotto e alla missione del servizio pubblico. Il risultato è sotto gli occhi di tutti: una Rai più debole, meno competitiva e meno capace di parlare a tutto il Paese.
Quando il servizio pubblico smette di essere percepito come patrimonio comune e viene piegato a logiche di propaganda, il danno non è solo editoriale: è democratico. La Rai deve tornare ad essere davvero la Rai di tutti e per tutti — autonoma dalla politica, autorevole nell’informazione, forte sul piano industriale e capace di competere senza perdere la propria missione. Il parlamento deve procedere alla riforma della governace aziendale. Altrimenti continuare su questa strada significherebbe rassegnarsi al declino.”
