(Il testo seguente è tratto integralmente dalla nota stampa inviata all’Agenzia Opinione) –
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Gli insulti sessisti e le minacce di stupro rivolti a Barbara Floridia e Daniela Morfino non sono episodi isolati né semplice maleducazione, ma violenza di genere a tutti gli effetti. Due nostre parlamentari colpite da un attacco gravissimo e ingiustificato sui loro profili social. A loro va tutta la nostra solidarietà e stima.
Quando a una donna impegnata in politica si augura lo stupro o la si sommerge di offese per zittirla, siamo davanti al preciso meccanismo che vuole colpire per escludere, intimidire, ridurre al silenzio. È lo stesso terreno culturale su cui attecchisce la violenza che poi diventa fisica.
Non basta solidarizzare a parole. Serve innanzi tutto denunciare. E servono strumenti efficaci contro l’odio online, a partire dall’educazione sessuale e affettiva nelle scuole, responsabilità delle piattaforme e un impegno istituzionale chiaro nel riconoscere la violenza digitale come parte del continuum della violenza maschile contro le donne.
Minimizzare o derubricare significa essere complici.
Così in una nota le parlamentari del M5S nella commissione bicamerale di inchiesta sul femminicidio e la violenza di genere.
