(Il testo seguente è tratto integralmente dalla nota stampa inviata all’Agenzia Opinione) –
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“L’ennesima sentenza che impone allo Stato italiano di risarcire con 700 euro un pluripregiudicato algerino con 23 condanne per reati contro la persona e il patrimonio rappresenta uno schiaffo al comune senso di giustizia.
Un soggetto con alle spalle furti aggravati, spaccio di droga, rapine e lesioni, più volte arrestato ed espulso, che si trovava in un CPR in attesa di rimpatrio, a seguito di un vizio procedurale, si è visto riconoscere un risarcimento economico.
A pagare non è chi ha sbagliato, ma lo Stato. E quindi i cittadini italiani.
Episodi come questo alimentano una frattura sempre più evidente tra una parte della magistratura e il Paese reale.
Non si tratta di mettere in discussione l’autonomia della magistratura, che resta un pilastro dello Stato di diritto, ma di garantire che tale autonomia non si trasformi in irresponsabilità o in intervento politico per via giudiziaria.
Il referendum sulla riforma della giustizia nasce proprio da questa esigenza: ristabilire un equilibrio tra i poteri dello Stato e superare un sistema che negli anni ha alimentato autoreferenzialità e opacità.
Votare SÌ significa scegliere una giustizia più responsabile, più trasparente e più vicina ai cittadini”.
