(Il testo seguente è tratto integralmente dalla nota stampa inviata all’Agenzia Opinione) –
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“Michele Albanese era uno di quei giornalisti veri, giornalisti-giornalisti, che lavorano in silenzio nelle terre più difficili del Paese. Nella piana di Gioia Tauro ha raccontato con coraggio ciò che molti preferivano non vedere, pagando un prezzo altissimo: per una sua inchiesta la ‘ndrangheta lo aveva messo nel mirino. La sua morte ci addolora profondamente. Come comunità del Partito Democratico siamo vicini alla sua famiglia e a quanti gli hanno voluto bene. Michele era uno dei 29 giornalisti sotto scorta, tra i primi a essere protetti dallo Stato.
Ha vissuto lontano dai riflettori, affrontando ogni giorno le difficoltà di chi continua a fare informazione libera in una piccola comunità, sotto tutela e sotto pressione. Il suo impegno per la legalità e per il diritto dei cittadini a essere informati è stato un punto di riferimento per tutti noi. Sta anche a noi, oggi, non disperdere il valore del suo lavoro e continuare la battaglia per la verità e la libertà di stampa”.
Così in una nota Sandro Ruotolo, responsabile Informazione nella segreteria nazionale del Pd ed europarlamentare.
