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ENPA – ENTE NAZIONALE PROTEZIONE ANIMALI * LUPI: «IL GOVERNO CI DÀ RAGIONE, ORA SOSPENDERE IL DECLASSAMENTO»

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20.15 - venerdì 13 febbraio 2026

(Il testo seguente è tratto integralmente dalla nota stampa inviata all’Agenzia Opinione) –
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Lupi, Governo da ragione ad Enpa e ammette: mancano dati aggiornati. Ora sospendere il declassamento. Il prossimo 17 febbraio il Senato discuterà e voterà, nell’ambito della legge di delegazione europea, il declassamento del lupo da specie “rigorosamente protetta” a “protetta”. Dopo la contrarietà espressa dalla Regione Campania, anche alcuni esponenti della maggioranza hanno sollevato dubbi sulla grave carenza di dati scientifici attendibili e recenti sulla reale consistenza della popolazione.

Lo stesso Governo, attraverso le dichiarazioni del sottosegretario Claudio Barbaro, ha ammesso che non esiste una stima aggiornata sull’intero territorio nazionale. In una recente intervista ha dichiarato: “Oggi non è disponibile una stima più recente riferita all’intero territorio nazionale”. L’ultima valutazione risale al 2021 ed è basata su stime, quindi su dati approssimativi.

Secondo ENPA e le associazioni ambientaliste e animaliste, questa ammissione conferma quanto già denunciato nella conferenza stampa del 5 febbraio contro il declassamento: mancano i presupposti scientifici per modificare lo status di tutela della specie. Non solo. L’eventuale declassamento potrebbe aprire la strada ad abbattimenti che, sottolineano le associazioni, non sono imposti da alcun obbligo normativo. Al contrario, l’Italia è tenuta a garantire uno stato di conservazione favorevole, che oggi non risulta dimostrato.

Alla pressione del bracconaggio, che secondo le stime causa oltre 300 uccisioni l’anno, si aggiungono i risultati di una ricerca recente condotta dagli Istituti zooprofilattici sperimentali del Lazio e Toscana e dell’Umbria e Marche insieme all’Università La Sapienza di Roma, pubblicata sulla rivista Biological Conservation. Lo studio, basato sull’analisi del DNA di 774 lupi deceduti, ha rilevato un tasso di ibridazione pari al 46,7%. Un dato che, secondo ENPA, ridimensiona ulteriormente il numero dei lupi geneticamente “puri” presenti nel nostro Paese e rafforza la necessità di tutele stringenti.

Le associazioni evidenziano inoltre che, se il Governo ha riconosciuto la necessità di intervenire sul randagismo canino e di applicare misure efficaci di prevenzione delle predazioni, resta aperto il tema del ruolo delle Regioni. ENPA, attraverso la propria rappresentante Annamaria Procacci nel Comitato Tecnico Faunistico Venatorio Nazionale, ha chiesto un’azione di coordinamento e verifica: occorre sapere quali politiche di prevenzione siano state adottate, quali strumenti siano stati messi in campo – dalle recinzioni elettrificate ai cani da guardiania – e come siano stati utilizzati i fondi europei destinati a queste misure nell’ambito delle politiche agricole.

Secondo ENPA, questo è il punto centrale. I danni agli allevamenti, quando non si investe in prevenzione, rischiano di diventare il pretesto per giustificare abbattimenti. La convivenza tra attività umane e lupo, sostengono, è possibile e già praticata con successo da molti allevatori.

Per queste ragioni l’associazione chiede la sospensione del declassamento e l’avvio di monitoraggi scientifici aggiornati e trasparenti su scala nazionale. Prima di modificare lo status di tutela, conclude ENPA, servono dati certi. E servono politiche di prevenzione, non nuove uccisioni.

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