(Il testo seguente è tratto integralmente dalla nota stampa inviata all’Agenzia Opinione) –
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La senatrice del Movimento 5 Stelle Vincenza Aloisio ha denunciato in aula al Senato le forti criticità della piattaforma nazionale liste d’attesa introdotta dal decreto liste d’attesa del governo.
L’ultimo rapporto Gimbe ha messo a nudo i forti ritardi che caratterizzano questa macchina della propaganda governativa. Nelle intenzioni del governo, doveva essere uno strumento di trasparenza, di controllo e di efficienza, ma rischia di trasformarsi in un cumulo di promesse non mantenute.
Se guardiamo i numeri, la situazione è tutt’altro che rassicurante: i tassi di accettazione della prima visita sono assolutamente insufficienti, e cioè solo il 39% per gli esami diagnostici e il 34% per le visite specialistiche.
È evidente che una parte significativa di cittadini non riesce ad accedere alle prestazioni entro i tempi previsti, ricorrendo a visite private. Gli indicatori sono incomprensibili ai cittadini comuni, generando rinunce e caos informativo.
Inoltre manca una guida chiara su come presentare segnalazioni o richiedere tutela: è una lacuna normativa che viola l’articolo 32 della Costituzione e compromette universalità ed eguaglianza nell’accesso alla salute.
Pertanto, la senatrice ha chiesto al governo di invertire la rotta: basta promesse vuote. Occorrono tre azioni immediate: rendere trasparenti e comprensibili gli indicatori, con guide operative semplici; istituire percorsi chiari di tutela e segnalazione, con tempi di risposta certi; garantire un’integrazione pubblico-privato fondata sull’universalità e sul primato della sanità pubblica, controllata e gratuita.
