(Il testo seguente è tratto integralmente dalla nota stampa inviata all’Agenzia Opinione) –
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La notte scorsa è stata sottoposto a fermo della Polizia Giudiziaria una persona gravemente indiziata
dell’omicidio della propria madre ottantacinquenne, Sig.ra BARDOTTI Enrica.
L’omicidio si sarebbe verificato a Piobesi Torinese a metà dello scorso mese di gennaio, ed a seguito dello
stesso il soggetto indagato avrebbe proceduto a seppellire il cadavere in un bosco nei pressi della
abitazione in cui risiedeva con la madre.
In particolare i Carabinieri della Stazione di Carignano, sollecitati dal Comandante della Stazione
Carabinieri di Vinovo, a sua volta allertato da una persona del posto che segnalava che da lungo tempo
non riusciva a contattare la povera Signora Bardotti, si recavano presso l’abitazione in cui la donna viveva
con il figlio e sentiti i vicini riuscivano a rintracciare lo stesso, al momento non presente in casa,.
L’uomo dopo avere tentato confusamente di spiegare l’assenza della madre, accompagnava i militare nel
luogo, un bosco nei pressi della loro abitazione, dove affermava di averla seppellita in quanto rinvenuta
già morta in casa.
Rinvenuto il cadavere della donna l’indagato è stato sottoposto, pertanto, a fermo della Polizia
Giudiziaria per i delitti di cui agli artt. 575 c.p. e 411 c.p.
Nel corso delle sue dichiarazioni spontanee ai Carabinieri, alla fine, ammetteva di avere ucciso lui stesso
la propria madre e di averla, successivamente, seppellita nel luogo dove è stata poi rinvenuta.
Alla base ci sarebbero state ragioni legate suo timore di perdere l’unico mezzo di sostentamento che aveva
e cioè la pensione della donna
Interrogato dopo il fermo della Polizia Giudiziaria dal Pubblico Ministero di questo Ufficio confermava le
ammissioni di responsabilità precedentemente rese.
Nelle prossime ore l’Ufficio procederà a richiedere la convalida del provvedimento di fermo.
Sono attualmente in corso ulteriori indagini per fare piena luce su ogni aspetto della vicenda.
In ogni caso si sottolinea che vige per l’indagato il principio di non colpevolezza fino a sentenza definitiva.

