(Il testo seguente è tratto integralmente dalla nota stampa inviata all’Agenzia Opinione) –
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MIC: Tassinari (FI) , Ministero ha avviato l’iter per garantire l’accesso ai restauratori fuori elenco aventi diritto
Ho interrogato oggi il Ministro della cultura sullo stato di attuazione dell’articolo 42 della legge di semplificazione, entrato in vigore il 18 dicembre scorso, riguardante la riapertura delle procedure per l’accesso alla qualifica di restauratore. Prendiamo favorevolmente atto che il MIC ha già avviato le procedure: nei giorni scorsi si è tenuto presso il Ministero un incontro sull’attuazione della norma, demandata a un apposito decreto, e il ministero ha confermato che è in corso una revisione delle commissioni d’esame per le quali sarà necessario un confronto con altri ministeri. Gli operatori hanno apprezzato la disponibilità del Ministro a collaborare con le associazioni di settore nella fase di attuazione della legge, volta a definire modalità operative certe, che non lascino spazio a interpretazioni ambigue. È necessario quindi assicurare una procedura di accesso rigorosa, ma che tenga conto delle diverse esigenze prospettatesi. Nel rispondere al quesito da me posto, relativa alla parte che riguarda le modalità di accesso alla qualifica per i soggetti che non erano rientrati nei bandi 2014-2015, pur disponendo, pro tempore di un numero sufficiente di certificazioni di buon fine lavori rilasciate dalle Soprintendenze, il ministero ha correttamente risposto che in corso una verifica sull’applicabilità delle linee guida a suo tempo adottate. Ove queste fossero compatibili con i cambiamenti normativi intervenuti dal 2014 la procedura ne risulterebbe accelerata. L’obiettivo comune del Parlamento, del Governo e delle associazioni degli operatori, è quello di selezionare le migliori professionalità in materia di restauro. È necessario tutelare ‘alta specializzazione del sistema di qualificazione professionale dei restauratori che rappresenta un’eccellenza italiana riconosciuta a livello internazionale Non a caso, grazie all’azione del Centro destra, il settore della conservazione dei beni culturali è stato ricompreso dalla legge sul Made in Italy (n.206 del 2023) tra le imprese culturali e creative.
