(Il testo seguente è tratto integralmente dalla nota stampa inviata all’Agenzia Opinione) –
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“Nella gestione del dossier ex Ilva da parte del governo Meloni non c’è mai fine al peggio. Da alcuni documenti contabili e da organi di stampa viene evidenziato come, nel corso del 2025, il Mimit abbia disposto pagamenti per circa 49 milioni di euro in favore di ArcelorMittal, riconducibili a rimborsi per attività di decontaminazione previste da precedenti accordi contrattuali.
Bonifici che sorprendono, se consideriamo che i commissari straordinari, su mandato del governo, hanno avviato un’azione risarcitoria nei confronti del colosso franco-indiano stimata tra i 5 e i 7 miliardi, contestando allo stesso ingenti danni in tema di gestione industriale, finanziaria e manutentiva degli impianti.
Un’azione che ha portato Mittal ad avviare a sua volta un arbitrato internazionale contro lo Stato italiano per alcuni miliardi.
È tutto abbastanza surreale: da un lato lo Stato italiano, per bocca dello stesso ministro Urso, contesta errori gravi di gestione a Mittal. Dall’altro, continua a foraggiare milioni di rimborsi allo stesso gruppo siderurgico indiano.
Una circostanza oltremodo paradossale, l’ennesima nell’approccio di questi oltre tre anni di Urso nei confronti dell’ex Ilva.
Crediamo che sia indispensabile un chiarimento urgente del ministro stesso in Parlamento: proprio oggi depositerò un’interrogazione per capire perché questi pagamenti a Mittal non siano stati quanto meno sospesi.
E soprattutto, per sapere se nelle prossime settimane partiranno ulteriori bonifici milionari.
Non può sempre passare tutto in cavalleria: Urso deve spiegare dove finiscono i soldi dei cittadini italiani, dato che lo stabilimento è in vita grazie ai continui prestiti senza rimborso elargiti dal governo”.
Così in una nota il vicepresidente M5s Mario Turco, coordinatore del comitato Economia-Imprese-Lavoro e componente della commissione parlamentare d’inchiesta sulle banche.
