(Il testo seguente è tratto integralmente dalla nota stampa inviata all’Agenzia Opinione) –
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I dati diffusi dal sindacato Nursing Up delineano un quadro desolante e pericoloso per il nostro Servizio sanitario nazionale: nei reparti di emergenza-urgenza e nelle aree critiche si registra una carenza di personale infermieristico che sfiora il 30%.
Non si tratta di una semplice statistica, ma di un allarme rosso che mette a rischio diretto la sicurezza delle cure e la tenuta dei nostri ospedali.
Particolarmente critico appare il rientro post-maternità per le infermiere, costrette a destreggiarsi tra carichi di lavoro insostenibili e la totale assenza di politiche di conciliazione tra vita professionale e privata.
È inaccettabile che in uno Stato che si professa paladino della famiglia, le lavoratrici della sanità debbano vivere la genitorialità come un ostacolo insormontabile o come un peso da sopportare attraverso l’esposizione a rischi professionali e stress correlato.
Senza un piano straordinario di assunzioni e tutele reali per le madri lavoratrici, il settore sanitario continuerà a perdere le sue eccellenze verso l’estero o il privato, svuotando di fatto il diritto alla salute garantito dall’articolo 32 della nostra Costituzione.
Nonostante le rassicurazioni di facciata del ministro Schillaci, la realtà quotidiana parla di turni massacranti e di un sistema che regge ormai esclusivamente grazie all’abnegazione dei professionisti, in cui i diritti della nostre professioniste vengono calpestati.
Le semplici parole non bastano più, è necessario un intervento massiccio per salvare la sanità pubblica.
Lo ha dichiarato Orfeo Mazzella, senatore del Movimento 5 Stelle e vicepresidente della X Commissione di Palazzo Madama.
