(Il testo seguente è tratto integralmente dalla nota stampa inviata all’Agenzia Opinione) –
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Un bambino di 11 anni è stato costretto a scendere da un pullman di una azienda di trasporto pubblico locale (dato in appalto ad una società privata) e a percorrere a piedi sei chilometri nella neve con temperature sotto lo zero, perché sprovvisto dei 10 euro di “extracosto Olimpiadi” necessari per il viaggio che lo avrebbe riportato a casa da scuola.
Questo episodio racconta più di qualsiasi dato il disastro organizzativo e politico delle Olimpiadi invernali Milano-Cortina 2026.
Un evento segnato da un numero impressionante di cantieri incompiuti, per oltre 3 miliardi di euro, e da costi complessivi lievitati fino a circa 7 miliardi, con aumenti esorbitanti registrati per tutte le opere.
Aveva già suscitato profonda indignazione il fatto che parte dei fondi destinati alle Olimpiadi fosse stata sottratta al Fondo per le vittime di mafia, usura e agli orfani di femminicidio.
Ma far ricadere il peso di sprechi e scelte sbagliate perfino su un bambino di 11 anni, che voleva semplicemente tornare a casa da scuola, esponendolo a un serio rischio per la sua incolumità, rappresenta un punto di non ritorno.
Gli organizzatori di Milano-Cortina 2026 si assumano le proprie responsabilità e diano conto pubblicamente delle scelte che stanno trasformando un evento sportivo internazionale in una kermesse di sprechi, ingiustizie e vergogna.
Bene che venga fatta luce su questa assurda vicenda.
Così ha dichiarato in una nota il deputato M5S Enrico Cappelletti.
