(Il testo seguente è tratto integralmente dalla nota stampa inviata all’Agenzia Opinione) –
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“Al di là delle rispettive responsabilità, sulle quali sarà fatta luce dalle indagini, si tratta prima di tutto di una questione di buon senso e sensibilità. Il comportamento più corretto e sicuro sarebbe stato quello di accompagnare il bambino a destinazione e solo successivamente richiedere alla famiglia il pagamento del sovrapprezzo o la regolarizzazione del titolo di viaggio”.
Lo ha dichiarato l’Assessore regionale ai Trasporti e mobilità, Diego Ruzza, intervenendo sulla vicenda del bambino di 11 anni che è stato fatto scendere da un mezzo pubblico a San Vito di Cadore, nel bellunese, perché in possesso di un biglietto a tariffa chilometrica da 2,50 euro, considerato non idoneo. Il minore stava rientrando a casa a Vodo di Cadore sulla linea 30.
“Abbiamo scritto all’azienda affinché venga svolto ogni necessario approfondimento sull’episodio – ha concluso Ruzza –. La sicurezza dei nostri cittadini, specialmente dei minori, resta la priorità assoluta e mi aspetto che in situazioni simili prevalga sempre la responsabilità umana rispetto alla rigidità dei regolamenti tariffari”.
