(Il testo seguente è tratto integralmente dalla nota stampa inviata all’Agenzia Opinione) –
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La nostra piena solidarietà va alle giornaliste e ai giornalisti dell’Agenzia Dire, costretti a proclamare due giorni di sciopero per il mancato pagamento degli stipendi. Una situazione inaccettabile che si trascina da troppo tempo. Siamo di fronte all’ennesima vicenda in cui si annunciano accordi e soluzioni che poi vengono puntualmente disattesi. Le promesse non mantenute dall’azienda, il mancato rispetto del piano di rateizzo, la comunicazione tardiva e parziale dei pagamenti sono la prova di una gestione irresponsabile che calpesta i diritti fondamentali di chi lavora.
Ma c’è anche una responsabilità politica evidente. Il 9 gennaio la presidente del Consiglio Giorgia Meloni aveva pubblicamente sollecitato l’editore a pagare gli stipendi, annunciando il rientro della testata nella convenzione con Palazzo Chigi. Quelle parole sono rimaste lettera morta. Oggi, a distanza di settimane, i problemi sono gli stessi e i lavoratori sono di nuovo costretti allo sciopero.
Per questo chiediamo che il sottosegretario all’Editoria Alberto Barachini convochi con urgenza un confronto e che il governo si assuma fino in fondo la responsabilità di vigilare affinché gli stipendi vengano pagati subito e per intero. Chi lavora non può vivere di rate, rinvii e promesse. Senza diritti e senza certezze economiche, non c’è informazione libera.
