(Il testo seguente è tratto integralmente dalla nota stampa inviata all’Agenzia Opinione) –
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“”Sono sorpresa e amareggiata per le polemiche e le mistificazioni più volte affiorate in questi giorni – e poco opportunamente persino nello stesso Giorno della Memoria – motivate dal fatto che la fiction “Morbo K” avrebbe omesso di parlare della partecipazione dei fascisti al rastrellamento e alla razzia del ghetto da parte dei nazisti sotto il comando del colonnello Kappler. Nelle sceneggiature e nei filmati del racconto televisivo liberamente ispirato alle gesta di tre medici dell’ospedale Fatebenefratelli di Roma sull’Isola Tiberina durante il tragico ottobre del 1943, la presenza, la complicità, e la connivenza della allora polizia fascista, non solo non è stata omessa, ma è narrata con precisa attenzione, in un prodotto realizzato in stretta collaborazione con la comunità ebraica sin dalle sceneggiature e che adempie totalmente e orgogliosamente alla vocazione del servizio pubblico della Rai”. Così la direttrice di Rai Fiction, Maria Pia Ammirati.
“Vi sono infatti – prosegue Ammirati – due personaggi italiani e fascisti, Ciro e Vincenzo, che dall’inizio della vicenda mostrano la loro ostilità nei confronti degli ebrei e di tutti coloro che intendono aiutarli. Sono due personaggi ispirati a figure realmente esistite. Essi agiscono per odio e per convenienza. Due delatori, due complici dei nazisti che allora imperavano a Roma. Nell’arco della storia, non solo vendono la famiglia ebrea dei protagonisti alle SS, ma vessano e tentano di consegnare ai tedeschi anche un’anziana coppia, vicini di casa del giovane protagonista della serie tv.
Inoltre, anche all’interno dell’ospedale, dove opera il professore che salverà tramite l’idea del falso morbo K diverse famiglie del ghetto, c’è un delatore e una spia dei fascisti. Un infermiere che sul finale drammatico della storia viene addirittura eliminato per proteggere la fuga degli ebrei.
Infine, sono rappresentati in una scena medici militari fascisti che comunicano al colonnello Kappler di non essere al corrente di alcuna epidemia in corso a Roma, spingendo così i nazisti a irrompere nell’ospedale con l’intenzione di arrestare e fucilare il direttore e i suoi collaboratori. La complicità e la collaborazione dei fascisti non viene mai messa in dubbio.
La miniserie ha l’intenzione di proporre alla vasta platea televisiva della Rai, una storia alla quale appassionarsi, una narrazione emozionante per ribadire le atrocità del razzismo, la follia del nazifascismo in tutte le sue declinazioni, i sedimenti di odio e razzismo che allignano nel profondo dell’animo umano e che purtroppo tendono a ripresentarsi in atroci rigurgiti.
Gli sceneggiatori hanno polarizzato poi la loro attenzione su tre personaggi realmente esistiti, tre veri eroi che, al contrario di molti altri che non vollero vedere l’orrore, rischiarono la vita per amore della verità e della giustizia. I medici Borromeo, Ossicini e Sacerdoti che hanno messo a rischio la propria vita per salvare quella di uomini, donne e bambini che altrimenti sarebbero stati sterminati nei campi di concentramento nazisti”.”
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