(Il testo seguente è tratto integralmente dalla nota stampa inviata all’Agenzia Opinione) –
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«Nulla potrà ridare Federica Torzullo ai suoi affetti ma la contestazione del nuovo reato di femminicidio, che avviene per la prima volta dopo l’approvazione della norma che prevede la fattispecie ad hoc, è un segnale importante per contrastare con ogni mezzo un fenomeno che il governo Meloni intende debellare con ogni mezzo a sua disposizione.
Il legislatore sta attuando tutto quanto è nella sua facoltà per porre un argine a un fenomeno aberrante.
La nuova fattispecie di reato prevista dall’articolo 577 bis del codice penale, introdotta con un disegno di legge approvato lo scorso anno, prevede infatti la pena dell’ergastolo per chiunque cagiona la morte di una donna quando il fatto è commesso come atto di odio o di discriminazione o di prevaricazione o come atto di controllo o possesso o dominio in quanto donna, o in relazione al rifiuto della donna di instaurare o mantenere un rapporto affettivo o come atto di limitazione delle sue libertà individuali.
Nel caso di Federica Torzullo appare allo stato, sempre che l’ipotesi accusatoria sia confermata, che sia stato proprio il suo rifiuto di proseguire la relazione a causarne la morte.
Si tratta quindi di un passaggio storico nella giurisprudenza e confidiamo che segni anche una svolta nel contrasto a ogni femminicidio».
Lo dichiara Susanna Donatella Campione, senatrice di Fratelli d’Italia, componente della Commissione Giustizia di Palazzo Madama e componente della commissione bicamerale contro la violenza sulle donne.
