(Il testo seguente è tratto integralmente dalla nota stampa inviata all’Agenzia Opinione) –
///
“Abbiamo superato quota 375 mila firme e la raccolta continua: è ormai certo che raggiungeremo l’obiettivo delle 500 mila sottoscrizioni. Un risultato importante, che dimostra una partecipazione ampia e consapevole e che impone ora una discussione seria e nel merito, lontana da ogni strumentalizzazione.
Di fronte a questo percorso democratico, assistiamo invece a un uso politico e distorto del referendum da parte della destra di governo. Quando vedo il ministro delle Infrastrutture Matteo Salvini utilizzare vicende dolorose, come quella della famiglia del bosco, per dire “bisogna andare a votare al referendum”, o quando lo stesso ministro, commentando le decisioni della Corte dei Conti sull’illegittimità delle procedure del Ponte sullo Stretto, afferma “ci vogliono fermare, dobbiamo andare a votare”, è evidente il tentativo di piegare il referendum a una propaganda contro la magistratura.
Lo stesso schema si ripete con la presidente Giorgia Meloni, che attacca strumentalmente i magistrati ogni volta che una sentenza non è gradita al governo. È un atteggiamento grave, perché evita accuratamente il confronto di merito: questa non è una riforma che migliora la giustizia. Non si assumono magistrati, non si interviene seriamente per ridurre i tempi dei processi, non si risolvono i problemi strutturali del sistema. Il passaggio dei magistrati dalla funzione requirente a quella giudicante riguarda numeri irrisori e viene usato come foglia di fico.
La nostra preoccupazione è forte: dietro questa riforma c’è il rischio concreto di costruire un sistema di impunità, con una giustizia sempre più sotto il controllo dell’esecutivo”.
Così Angelo Bonelli, parlamentare di Alleanza Verdi e Sinistra e co-portavoce di Europa Verde, intervenendo a Coffee Break su La7.
