(Il testo seguente è tratto integralmente dalla nota stampa inviata all’Agenzia Opinione) –
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L’accordo UE–Mercosur continua a presentare criticità profonde e irrisolte che non possono essere ignorate. È un’intesa che chiede un sacrificio enorme a settori già fragili come l’agricoltura e gli allevamenti italiani, senza offrire in cambio reali garanzie di equilibrio economico e sociale.
Lo dichiara Mario Turco, senatore e vicepresidente del Movimento 5 Stelle.
Da un lato si promettono benefici di breve periodo per alcuni comparti industriali, come l’automotive e la componentistica, legati essenzialmente alla riduzione dei dazi. Dall’altro lato, però, si scaricano i costi dell’accordo su agricoltori e allevatori, che si troverebbero a competere con produzioni extraeuropee soggette a standard ambientali, sanitari e sociali incomparabili con quelli europei.
Questa asimmetria è inaccettabile. I vantaggi ipotizzati per alcuni settori non compensano le perdite strutturali che subirebbe il mondo agricolo, né dal punto di vista economico né da quello della tenuta territoriale e sociale. Pensare che la semplice riduzione dei dazi possa garantire competitività è illusorio, soprattutto in un contesto geopolitico in cui l’area Mercosur è sempre più al centro delle attenzioni dei Paesi BRICS e, in particolare, della Cina.
Parliamo di un accordo concepito oltre vent’anni fa, in un mondo che non esiste più. Le criticità emerse e i dubbi crescenti impongono una scelta di responsabilità: sospendere il processo di ratifica e avviare una riscrittura profonda dell’accordo, che tuteli davvero le filiere agricole, la qualità delle produzioni, il lavoro e l’interesse strategico dell’Europa e dell’Italia. Non è così, peraltro, che salviamo l’industria europea in crisi. Servono investimenti sull’innovazione che questo accordo ed altre misure non prevedono.
