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GENERAZIONE TRENTO * BARRIERE IDRAULICHE AREA EX SLOI: «LA MESSA IN SICUREZZA NON SI FA CON GLI ANNUNCI, MA CON SCELTE TEMPESTIVE»

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10.17 - venerdì 9 gennaio 2026

(Il testo seguente è tratto integralmente dalla nota stampa inviata all’Agenzia Opinione) –
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Dopo le dichiarazioni dell’amministrazione riportate oggi sulla stampa locale sull’avvio della barriera idraulica nell’area ex Sloi, riteniamo necessario chiarire alcuni punti.

La barriera idraulica non cancella vent’anni di ritardi, né i rischi reali legati ai lavori del bypass.

L’annuncio sull’avvio della barriera idraulica nell’area ex Sloi viene presentato come una svolta. In realtà si tratta di un intervento gravemente tardivo, che arriva dopo oltre vent’anni di inerzia e quando l’inquinamento è già ampiamente migrato a valle, fino allo scalo Filzi. È un dato tecnico e storico consolidato, non un’ipotesi.

Pensare che una nuova barriera possa “mettere in sicurezza” una situazione già compromessa significa alimentare una comunicazione fuorviante. La barriera potrà eventualmente limitare ulteriori migrazioni, ma non può in alcun modo neutralizzare un inquinamento che è già presente nella falda e nei terreni a valle, che continuano e dovranno continuare a essere gestiti come siti contaminati.

Ancora più preoccupante è il silenzio sugli effetti delle lavorazioni del bypass in aree già inquinate. Le tecniche prospettate – in particolare l’uso di idrofrese – comportano un rischio concreto di mobilizzazione degli inquinanti verso la falda profonda e di dispersione in aria e in acqua. Il rischio è implicitamente ammesso dalle stesse soluzioni progettuali, che non forniscono garanzie sufficienti di eliminazione dei pericoli per la salute e per l’ambiente.

È quindi semplicemente falso sostenere che il progetto del bypass “non abbia a che fare” con l’inquinamento ex Sloi ed ex Carbochimica: le interferenze tra scavi, falda e contaminazioni sono dirette e inevitabili, e vanno governate con strumenti adeguati, non rimosse dal racconto pubblico.

Chiediamo all’amministrazione:
• quali misure concrete intenda adottare per evitare la mobilizzazione degli inquinanti durante le lavorazioni;
• se intenda sollecitare e rendere pubblico un piano sanitario di monitoraggio e prevenzione da parte di APSS, prima dell’avvio delle fasi più impattanti;
• come intenda garantire trasparenza, controlli indipendenti e informazione puntuale ai cittadini.

La messa in sicurezza non si fa con gli annunci, ma con scelte tempestive, dati accessibili e assunzione di responsabilità. Continuare a raccontare una realtà semplificata e rassicurante non riduce i rischi: li sposta soltanto sulle spalle della comunità.

 

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Generazione Trento
Claudio Geat – Martina Margoni

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