(Il testo seguente è tratto integralmente dalla nota stampa inviata all’Agenzia Opinione) –
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Avvio di cantieri in area inquinata e garanzie di tutela ambientale e sanitaria
Premesso che:
l’area di Trento Nord interessata dagli interventi infrastrutturali è classificata come sito gravemente inquinato, con accertati rischi ambientali e sanitari;
lo scorso novembre la Commissione Pnrr-Pniec ha approvato il piano per l’utilizzo delle terre a Trento nord, che ha come diretta conseguenza la presentazione del progetto esecutivo da parte di Rfi;
in base ai principi di precauzione e di tutela della salute pubblica, un’area contaminata non può essere trasformata in cantiere senza che siano state preventivamente effettuate le necessarie e complete bonifiche;
interventi anche parziali su terreni inquinati possono generare effetti a catena, tra cui la dispersione di contaminanti, l’alterazione delle barriere naturali di protezione delle falde e l’aumento dei rischi per la popolazione;
le misure di mitigazione previste (come lavorazioni in atmosfera confinata o interventi limitati alle sole porzioni interessate dai lavori) non equivalgono a una bonifica e non garantiscono l’assenza di rischi;
la popolazione interessata manifesta da tempo forti preoccupazioni e chiede trasparenza, informazione e coinvolgimento, anche attraverso incontri pubblici sul territorio, che risultano tuttavia insufficienti o assenti;
associazioni e comitati civici hanno annunciato assemblee pubbliche per informare la cittadinanza, supplendo di fatto a un ruolo che dovrebbe essere svolto dalle istituzioni;
Considerato che:
procedere con lavori infrastrutturali in un sito inquinato senza una bonifica preventiva e complessiva rischia di configurare un grave danno ambientale e sanitario;
demandare la bonifica delle aree non direttamente interessate dai lavori a interventi futuri e separati non offre garanzie concrete né tempi certi;
la tutela dell’ambiente e della salute deve prevalere su qualsiasi esigenza di accelerazione dei cantieri;
Si interroga il Presidente della Provincia per sapere:
se ritenga accettabile l’avvio di cantieri in un’area inquinata in assenza di una bonifica preventiva completa;
quali garanzie concrete siano state previste per evitare la dispersione di contaminanti e la compromissione delle falde durante le lavorazioni;
se non ritenga necessario subordinare qualsiasi intervento infrastrutturale alla realizzazione preventiva di adeguate barriere di protezione ambientale e idraulica;
per quale motivo la bonifica complessiva dell’area non venga affrontata come parte integrante dell’intervento, anziché essere rinviata o frammentata;
quali iniziative intenda assumere per garantire informazione, trasparenza e confronto pubblico con la cittadinanza, attraverso incontri istituzionali sul territorio;
se non ritenga che procedere nelle condizioni attuali esponga il territorio al rischio di un disastro ecologico evitabile.
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Cons. Lucia Coppola – Alleanza Verdi e Sinistra
